La samaritana dopo aver fatto un’esperienza di introspezione di sé stessa, aiutata da Gesù, che le dice di volerla incontrare non da sola ma insieme al marito, cioè dentro un contesto di vita familiare, vissuta nell’amore, la donna si apre alla verità e riconosce il suo fallimento nell’amore.
È un punto di partenza indispensabile per fondare un dialogo di reciproca e sincera conoscenza. Il dialogo che precede è stato caratterizzato da aspetti non banali. Gesù le chiede da bere, quasi un gioco per dire una cosa possibile, ma un po’ equivoca, perché intende un’altra cosa. Sembra aver sete di acqua ma poi dice di essere in grado di dare un’acqua viva che se lei la beve non avrà mai più sete, anzi, lei stessa diventerà una sorgente di vita eterna.
Era cosciente la samaritana di avere in sé questa potenza di generare vita eterna? Non ne era cosciente, ma la sua vita era in cerca di quest’acqua che credeva di trovare in un uomo provando a donarsi, per avere da lui quest’acqua.
“Hai 5 mariti”. Ecco come Gesù l’aiuta ad entrare in questo processo psicologico di auto osservazione, attraverso il quale la samaritana esamina coscientemente le sue emozioni, pensieri, sentimenti che hanno guidato le sue scelte. Senza questa comprensione profonda di sé stessi (“mi ha detto tutto quello che ho fatto”) la ricerca della verità è compromessa e si agisce solo consumando piaceri o dominando “pozzi” secchi senz’ acqua.
Finalmente la donna entra in relazione con Gesù e domanda: “chi sei tu?”. Intanto ora può dire chi è lei! Sono una donna che attende proprio Uno che mi annunci ogni cosa. Ovvero sia che dia un senso alla mia vita. La risposta di Gesù non elude l’attesa: “Sono io che ti parlo”, il senso della tua vita! È una risposta che confessa un sentimento d’amore per lei. Io sono quell’acqua di cui avevi sete, perché io sono l’Amore. Ora tutto è più chiaro: è come se Gesù le abbia detto: “se ti lasci amare, sarai dono d’amore per gli altri e non avrai più bisogno di pozzi stagnanti ma tu sarai sorgente di vita”.
Cosa deve fare la samaritana per provare questo amore? Deve compiere qualcosa; che oltretutto capisce da sola: “la donna lasciò la sua anfora e andò in città”. E la gioia che si prova quando si incontra l’amore. Lo si vuole dire a tutti! In questo andare si scopre l’amore che è la verità di qualsiasi vita.
Adorare nella verità è fare qualcosa per compiacere l’adorato. Nel compiacerlo trovi il senso di tutto, perché lui ti parla e ogni parola è un fatto che fa luce dentro sé stessi, scoprendo davvero di avere un’acqua che disseta e ci disseta.
Aveva ragione, per certi versi, Feuerbach: l’amore non è un concetto ma un atto, che l’io non compie se non nell’incontro con un tu.
fra’ Andrea Stefani



