Sei felice? È la domanda della vita! Ma soprattutto è la preoccupazione di Dio.
Lui ci corteggia da quando siamo nati e desidera per noi il paradiso, non riducibile a quello dopo la morte, ma quello qui sulla terra. Ha fatto tutto perché potessimo essere felici. Ma si addolora, più di quanto possiamo immaginare, nel vederci scivolare spesso verso la tristezza e, ancor di più, quando ci dibattiamo per toglierla dal cuore, cercando di darcela noi stessi con surrogati nocivi.
Le beatitudini sono un invito paradossale a cercare, nell’apparente contraddizione, il mistero in esso nascosto. Come può l’essere povero, sofferente, mite, affamato di giustizia, misericordioso, trasparente e aperto di cuore, operatore di pace, l’essere perseguitato … come può tutto questo dare la felicità? È vero tutto il contrario!
Eppure, c’è una verità nascosta, in questo discorso di Gesù. La beatitudine non è data, dall’osservanza di una di queste indicazioni morali virtuose, ma dal prendere coscienza che sarà beato non chi esercita una virtù, ma chi ha incontrato una persona che con il suo amore per te, vive tutto questo. È felice chi ha incontrato uno che amandoti vive una relazione d’amore, che lo fa e ti fa essere Gesù.
Gesù non dà insegnamenti morali, anche, ma si propone a te con quello stile di vita affascinante, che nell’apparente fallimento e debolezza, rivela la forza vincente dell’amore, che per te si fa povero, per te piange, per te è mite e misericordioso. Allora, conquistato da un cuore così anche tu vorrai essere come lui e fare quello che lui ha fatto per te.
Ma allora come può avvenire ciò? Vai a cercare colui che ti ama, nel volto di chi è povero, di chi piange, di chi è calpestato nei suoi diritti di giustizia e di libertà, di chi cerca la tua misericordia. Abbracciandoli resterai conquistato da un amore che non ti chiede un cambiamento, ma di essere accolto anche nella tua e sua miseria. Lì scoprirai cosa è la felicità! Lì ti sentirai beato.
fra’ Andrea Stefani



