Una primavera dello spirito: così potremmo definire ciò che è stato vissuto lo scorso 21 marzo dalla nostra parrocchia di San Giovanni Battista ad Assisi.
Siamo partiti presto, con quel misto di sonno e attesa tipico dei veri pellegrini, e abbiamo raggiunto il Santuario della Spoliazione. Lì si comprende subito che seguire San Francesco d’Assisi significa imparare a lasciare: non per perdere, ma per fare spazio.
Durante l’Eucaristia, il nostro vescovo Stefano ci ha ricordato il senso profondo del pellegrinaggio: un modo concreto per rimettere Dio al centro, per donarsi totalmente a Cristo, proprio come ha fatto Francesco.
Certo, non mancano sacrifici e fatiche, le rinunce che il cammino richiede. Ma sono proprio queste a portare frutto. E la testimonianza di Carlo Acutis, così semplice e luminosa, sembrava dirci che la santità non è qualcosa di lontano, ma una possibilità concreta, qui e ora.
Poi il cammino insieme fino al Sacro Convento, davanti alle reliquie di Francesco. E lì, senza bisogno di troppe parole, si intuisce che la vera forza sta nella piccolezza, in una vita donata senza riserve. Qualcuno potrebbe dire: “Abbiamo visto poco, quasi nulla”. Eppure abbastanza per ricordarci che l’amore, quando si dona fino alla fine, lascia tracce che nessuna morte può cancellare.
Nel pomeriggio, la Porziuncola: un luogo povero, eppure pieno di tutto. Perché quando Dio trova spazio, anche il poco diventa infinito.
Si è tornati a casa così: non con risposte già pronte, ma con una direzione chiara.
Provare a vivere il Vangelo come Francesco, senza complicarlo.
E scoprire che è proprio questa semplicità a cambiare la vita.
La comunità della parrocchia San Giovanni Battista (Velletri)







