Cammino sinodale (Velletri-Segni): Sintesi della fase sapienziale del cammino sinodale

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Verso una comunità di comunità. Nuove vie di corresponsabilità e formazione umana

Durante la fase narrativa diocesana, si è esplorata la creazione di una “comunità di comunità”, orientata dal desiderio di una Chiesa-Casa inclusiva e corresponsabile. Si è riflettuto su temi quali la qualità delle relazioni, la corresponsabilità comunitaria e la formazione umana. Questa fase ha permesso di sperimentare una conversazione guidata dallo Spirito, favorendo un’esperienza di ascolto autentico e propositivo. È stata data priorità a diversi ambiti: interpretare la formazione come integrale, incentivare la creazione di reti pastorali interparrocchiali favorendo la crescita della corresponsabilità di tutti coloro che partecipano della comunità ecclesiale.

Questi orientamenti sono scaturiti da un processo di dialogo ampio e dalla partecipazione attiva dei fedeli, i quali si sono messi in ascolto in un cammino di discernimento condiviso. Tra le esperienze da mettere in “comunione” con le altre chiese, la pratica del “fare rete” ha risposto efficacemente alle sfide attuali, promuovendo un approccio sinodale e missionario che valorizza la dimensione umana orientata alla costruzione di un’autentica comunità di comunità. Tale percorso può rappresentare un modello di buona pratica sinodale, in quanto fa emergere il dinamismo e l’adattabilità necessari per rispondere alle esigenze contemporanee della Chiesa e della società.

Ci lasciamo alle spalle una fase narrativa che è stata un’opportunità grande per la nostra comunità di cogliere il vento dello Spirito che in questo momento soffia sulla Chiesa Cattolica. Dobbiamo avere il coraggio di andare avanti sulla strada che il Signore ci sta indicando. Sarà bene continuare a “specializzarci”, in quella dimensione dell’ascolto che in questi due anni abbiamo come riscoperto. Sarà veramente importante continuare a mettere al centro di questo ascolto la Parola di Dio.

Un primo passo che è stato fatto è quello di convertire il convegno diocesano annuale in assemblea diocesana per esplicitare concretamente che ciascuno è chiamato a portare il proprio apporto nella consapevolezza che lo Spirito parla al cuore di ogni persona.

Questo processo avviato ha visto il lavoro condiviso tra i due principali organi di comunione presenti in diocesi, cioè il Consiglio Pastorale Diocesano e il Consiglio Presbiterale, con la Commissione Sinodale Diocesana a fare da raccordo e regia.

La cosa da sottolineare è il fatto che i due organi non hanno lavorato distintamente, come normalmente accade, ma in una sessione comune, in cui tutti i membri dei due consigli si sono ritrovati fianco a fianco, sulla base, appunto, della comune dignità battesimale, la quale può essere anche declinata come la corresponsabilità di tutti i battezzati per tutta la comunità cristiana.

Facciamo tesoro delle scoperte che il Signore ci sta facendo fare affrontando il rischio dell’investimento più importante della nostra vita, quello sulla buona notizia che in Cristo ci è donata gratuitamente e che gratuitamente siamo chiamati a ridonare.

Ascolto e consapevolezza

Nel corso del discernimento si è cercato di rispondere alle istanze emerse dall’ascolto della fase narrativa diocesana, concentrandosi su temi specifici che sono stati poi scelti per l’approfondimento durante la fase sapienziale. Questi temi hanno rappresentato il fondamento intorno al quale si sono sviluppate ulteriori riflessioni, permettendo così di analizzare le esigenze della comunità diocesana con una nuova consapevolezza.

Accoglienza

Nella realtà locale di Velletri-Segni è emerso il desiderio di una Chiesa-Casa vissuta in comunione, dove ognuno è chiamato ad essere corresponsabile del proprio prossimo come in una famiglia. Un focolare domestico che possa essere ospitale per tutti, nessuno escluso, senza giudizi né differenze, dove ognuno si possa sentire ascoltato e accolto.

La domanda che ha orientato il cammino diocesano è stata la seguente: “Come costruire insieme una comunità di comunità?” Che cos’è una comunità di comunità? È una casa nella quale ognuno di noi è chiamato a comprendere che fa parte di un’unica famiglia, ed è una sfida che siamo chiamati a vivere ogni giorno; considerarci casa significa iniziare a fare dei passi in avanti per far sì che questa casa in qualche modo cresca, ma passi in avanti che riguardano ognuno di noi e ogni singola comunità, per mettersi in quell’atteggiamento del “gareggiare nello stimarci a vicenda”, affinché abbattiamo quei muri invisibili che a volte eleviamo fra di noi e che non ci permettono di fare un’autentica esperienza di comunione. Chi cammina al mio fianco è certamente diverso da me ma non è mio concorrente e semmai concorre con me come dice la lettera ai Romani, a quel bene che è la conseguenza della ricerca dell’amore di Dio, per coloro che sono stati chiamati secondo il suo disegno (cfr. Rm 8,28).

Ognuno di noi vive un territorio particolare che sono le parrocchie, partecipa alla vita delle associazioni, è in un istituto religioso, porta dei servizi particolari, tutto questo dobbiamo saperlo ricomporre in un disegno unitario, mettendo al centro quelle dinamiche che ci aiutino a fare comunione ma anche a tener presente la necessità e l’esigenza di “allargare il cerchio”. Questo assistiti anche dalla conversazione nello Spirito che è lo stile che vogliamo perseguire, su cui dobbiamo anche sempre più “specializzarci” e per far sì che da questo stile di Chiesa nascano quelle proposte, quelle attenzioni che ci permettono di trovare le strade giuste.

Metterci in una dinamica sinodale, in una convivenza sinodale, per noi significa soprattutto fare comunione: la sinodalità è finalizzata alla comunione e per questo è necessario che ciascuno si metta in quella condizione di carità, di disponibilità, di accoglienza che nasce da chi è consapevole che la cosa più importante, in questo momento, è mettersi in ascolto.

I temi

Un momento importante della fase Sapienziale vissuto nella chiesa di Velletri-Segni è stato quello dell’assemblea diocesana del 20 ottobre 2023 alla quale si è deciso di dare il titolo: “Una comunità di comunità. Al cuore delle relazioni”. Nel corso di detta assemblea, vari gruppi di ascolto, suddivisi per territori, hanno lavorato su tre temi scaturiti dall’Assemblea di verifica vissuta nel precedente mese di giugno:

  • Cura e qualità delle relazioni;
  • Corresponsabilità di tutta la comunità;
  • Formazione umana integrale di tutti e di ciascuno.

Questi temi ci appaiono in sintonia con le macroaree emerse a livello nazionale:

  • la missione secondo lo stile di prossimità;
  • la sinodalità e la corresponsabilità;
  • la formazione alla fede e alla vita.

Un’altra macroarea, che in qualche modo fa sintesi delle tre individuate e sulla quale si stanno avviando dei percorsi, per adesso di verifica, ma probabilmente anche operativi, è quella del cambiamento delle strutture, intendendo per strutture le zone pastorali e i relativi organismi.

Come specificato nelle sintesi raccolte dopo i lavori fatti in Assemblea, occorre avere sempre più uno sguardo e un sentire sapienziali che sappiano riconoscere il dono di ognuno per il bene comune, non più, quindi, un discernimento solo funzionale, finalizzato al “qui ed ora”, ma una comprensione che tenga conto della vocazione personale di ciascuno e che discerna sulla base di una visione di Chiesa che è “casa di tutti”. A questo proposito è stato sottolineato il dono prezioso della donna per la Chiesa: il suo cuore, la sua capacità d’accompagnamento e l’essere costitutivamente madre rende la sua presenza preziosa per riscoprire e vivere la dimensione di grembo e di accoglienza della Chiesa. Vorremmo che la celebrazione Eucaristica diventasse sempre più momento da vivere in spirito di accoglienza, valorizzando la partecipazione di tutti e rinnovando il linguaggio usato e che la formazione/catechesi non si fermi ai sacramenti, ma che continui ad accompagnare ciascuno in ogni momento della propria vita e in particolare le famiglie che, con le loro dinamiche, sono la base da cui partire per costruire una Chiesa che sia una casa.

A livello locale partecipiamo alla fase sapienziale di discernimento provando ad avviare dei processi, delle sperimentazioni che possano essere una risposta a quanto lo Spirito Santo ci sta già segnalando. Di fatto in questo tempo di discernimento si stanno attivando dei percorsi che operativamente in tempi non troppo lunghi potrebbero avere delle conseguenze nella maggiore definizione dei territori pastorali, nella maggiore decisione a considerarli in modo unitario, nella definizione di organismi (come la possibile definizione di Consigli Pastorali di Comunità) in vista di una più efficace azione missionaria e di prossimità in cui tutte le macroaree segnalate troverebbero sviluppo evidenziando che il cammino sinodale, oltre a segnalare delle evidenze, sta generando dei percorsi pastorali.

Il discernimento sui tre temi scelti è stato portato avanti attraverso una serie di incontri e confronti avvenuti durante i lavori dei gruppi svolti nell’Assemblea diocesana fatta durante la fase Sapienziale. Gli approfondimenti, che si sono rivelati importanti per avanzare nella riflessione, hanno incluso esperienze e proposte scaturite dalle sintesi dei lavori dell’Assemblea e dagli incontri fatti con il Consiglio Pastorale diocesano, il Consiglio presbiterale unitamente alla commissione sinodale. Questo percorso ha permesso una comprensione più approfondita e dettagliata dei temi trattati, facilitando così una valutazione critica e costruttiva degli argomenti discussi.

Per entrare nella Fase Sapienziale ha avuto una particolare importanza l’incontro con Sua Em.za Cardinale Matteo Maria Zuppi, il quale durante l’Assemblea Diocesana di Ottobre 2023 ci ha aiutato a porre l’attenzione su alcuni nuclei tematici:

  • Il discernimento: come intelligenza dell’amore e al contempo come un voler bene che è fonte di intelligenza.
  • La corresponsabilità: il percepire la Chiesa come una comunità che è casa mia perché “nostra” e non perché di mio possesso.
  • La sinodalità: Non intesa come soluzione accademica per capire come amministrare la chiesa, né per capire chi debba farlo, ma come ascolto corresponsabile della propria comunità vissuta in quanto chiesa-casa.

Conversazione

Il discernimento sui temi svolti è stato vissuto con la “conversazione nello Spirito” come stile in diverse comunità della chiesa diocesana e sperimentata dai fedeli come esperienza positiva e spontanea capace di far maturare nel popolo di Dio un ascolto vissuto, non come un mero compito scaturito dal sinodo, ma come un desiderio interiore.

La fase del discernimento ha fatto sì che si potessero avviare percorsi e processi, condividere esperienze e proporre sperimentazioni, affinché tutto ciò potesse rappresentare una risposta a quanto lo Spirito andava man mano suggerendo:

  • l’esperienza di condivisione del cammino della pastorale giovanile, non delegato alla sola equipe, ma condiviso con le varie realtà associative e parrocchiali, le quali sono passate dall’essere destinatarie della proposta a soggetti responsabili di essa, nell’ottica, ancora una volta, della corresponsabilità di tutta la comunità.
  • La pubblicazione del sito web dedicato al Cammino Sinodale della nostra Chiesa locale in cui si possono trovare gli approfondimenti, le sintesi parrocchiali e diocesane, le varie iniziative parrocchiali in ottica sinodale e i documenti chiave sul sinodo, gli articoli che offrono una riflessione dettagliata su temi e discussioni, le sintesi rappresentano un quadro completo delle proposte emerse.

I soggetti coinvolti

I soggetti coinvolti dentro il dinamismo del discernimento sono stati: il vescovo, tutti i partecipanti all’Assemblea diocesana, il Consiglio pastorale diocesano, il Consiglio presbiterale, la Commissione sinodale e tutte le realtà ecclesiali diocesane.

Frutti di discernimento e proposte concrete

Un passo che si sta attuando, e che è emerso dall’ascolto della gente, attraverso il metodo della conversazione nello Spirito, è quello di un rinnovamento della pastorale. Sono state definite infatti, cinque zone pastorali per mettere in relazione le parrocchie e con l’obiettivo di collaborare concretamente, sempre di più, su diversi aspetti, con la conseguenza che i consigli pastorali parrocchiali potranno diventare pian piano un unico consiglio pastorale di zona. Inoltre, si sta cercando di rivedere l’assetto della pastorale tutta, perché sia più adeguata al tempo che stiamo vivendo. Un possibile percorso futuro è quello di provare a creare alcune aree pastorali che possano mettere insieme più uffici e che lavorino per gli stessi destinatari. Certamente non è semplice trovare il modo più funzionale ed efficace per riorganizzare la pastorale della diocesi che non moltiplichi le strutture e le attività e che metta sempre al centro la persona, ma è importante ora, dentro questo processo di rinnovamento, provare ad avviare i primi passi.

Tutto questo lavoro, di mettere insieme, di creare “rete” in più ambiti, di cercare di capire cosa oggi siamo chiamati a fare ha come obiettivo quello di camminare al passo di ciascuno senza che nessuno rimanga indietro e ancora di più ora. Infatti, un grande passaggio è stato l’unione in persona episcopi della Diocesi di Velletri-Segni e di Frascati avvenuta l’11 novembre 2023. Questo sarà un cammino lungo e non immediato, ma da subito il vescovo ha voluto che si iniziasse una collaborazione e l’avvio di percorsi condivisi. Questa collaborazione si è concretizzata attraverso gli incontri con i due presbitèri, con gli Uffici Scuola, con le Pastorali Giovanili, con le Commissioni sinodali e vedrà le due Diocesi condividere l’Assemblea diocesana di inizio del prossimo anno pastorale.

Inoltre, dal lavoro fatto in questa fase Sapienziale sono emerse delle proposte concrete che la Commissione diocesana per il Sinodo, il Consiglio Pastorale Diocesano e il Consiglio Presbiterale hanno sintetizzato e raccolto in un’unica scheda, per facilitare il discernimento comunitario su di esse, sempre attraverso il metodo della conversazione nello Spirito:

  1. Passare da una formazione mirata solo alla preparazione ai sacramenti ad una formazione più integrale e in particolare ad una formazione umana della persona che si basi sull’ascolto dell’altro, sul dialogo, sul contatto umano, sull’accoglienza e sul rispetto reciproco.
    • è necessario passare ad una formazione/catechesi che non si fermi ai sacramenti, ma che continui ad accompagnare ciascuno in ogni momento della propria vita e in particolare i giovani e le famiglie che, con le loro dinamiche, sono la base da cui partire per costruire una Chiesa che sia una casa;
    • rimanere concretamente centrati sull’ascolto della Parola di Dio e formarsi alla sinodalità che è autentica esperienza di comunione.
  2. Creare comunità pastorali tra le parrocchie della stessa città per fare “rete” tra le comunità del territorio.
    • accompagnare il processo in atto di definizione delle zone pastorali favorendo sempre più l’attivazione di azioni comuni a partire dagli ambiti della liturgia, della catechesi, della carità;
    • ravvivare il ruolo degli organismi di partecipazione considerando le zone pastorali e l’appartenenza alla comunità locale;
    • costituire una equipe apposita di animatori di comunità che dia obiettivi e faccia verifiche a medio-lungo termine avendo come priorità essere espressione della comunione diocesana.
  3. Ripensare nell’ottica delle corresponsabilità il ruolo dei laici, che in forza del Battesimo sono membra vive della comunità, indipendentemente dal servizio che svolgono e senza distinzione tra uomo e donna.
    • si sottolinea il dono prezioso della donna per riscoprire e vivere la dimensione di grembo e di accoglienza della Chiesa;
    • fare “rete” con le istituzioni locali (scuola, sindacati, politica, terzo settore…) per vivere rispettivamente la missionarietà e la sinodalità della comunità diocesana per mettersi in ascolto e riconoscere i bisogni del territorio.

Discernimento

Su queste proposte concrete si è deciso di fare discernimento guidati dalle seguenti domande inviate nuovamente a tutte le realtà ecclesiali con una scheda di verifica dell’ascolto:

  1. Quali passi concreti per attuare le proposte di rinnovamento pastorale emerse?
  2. In base alla tua esperienza comunitaria, nella tua realtà, a quale di queste tre proposte daresti la priorità?
  3. Quale povertà ritieni maggiormente emergente nella nostra diocesi che abbia bisogno di essere ascoltata? (famiglie in crisi, mancanza di senso dei giovani, impossibilità di accedere alle cure, dipendenze, abbandono scolastico, emergenze abitative, anziani soli…)

Le risposte a queste domande sono il materiale per concretizzare le proposte emerse durante il discernimento e che prenderemo in esame durante la prossima Assemblea di giugno. Alcune di queste risposte sono:

  • Iniziare percorsi di formazione umana con le famiglie, tali da permettere in esse un maggiore desiderio di comunità vissuta.
  • Fare rete tra parrocchie dello stesso territorio.
  • Iniziare processi di conoscenza e dialogo tra realtà parrocchiali da vivere con il metodo della conversazione dello Spirito.
  • Maturare gradualmente un consiglio pastorale di zona che abbia la funzione di accompagnare processi di unità pastorale all’interno di ogni specifico territorio della diocesi.

In questa fase stiamo riscontrando una stanchezza nel continuare a seguire il processo sinodale con il rischio di tornare a fare “come si è sempre fatto”, perdendo di vista l’obiettivo principale del cammino che è quello di camminare insieme annunciando Gesù Risorto. Con ogni probabilità queste ultime risposte ricevute risentono in parte del tempo che stiamo attraversando, ma continueremo a lavorarci comunque fino alla prossima Assemblea.

Per continuare il dinamismo ecclesiale

Tra le principali esperienze fatte, di particolare risalto è stata la prassi del “fare rete” tra le diverse comunità del proprio territorio, tra le diverse realtà pastorali, con l’obiettivo di arrivare a formare un’autentica comunità di comunità. Questo dono del ritrovarsi a camminare insieme – come i discepoli di Emmaus – ha confermato in noi i frutti del sinodo fin qui raccolti.

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