Secondo un’antica tradizione, la pietà popolare dedica il mese di maggio a speciali manifestazioni di devozione mariana. Nella nostra diocesi, ad esempio, questo mese si apre con la solenne festività in onore della Madonna delle Grazie, patrona di Velletri, Civitas Mariae, continua con altrettanto sentite celebrazioni nell’omonimo santuario di Artena e si conclude con quelle presso il santuario del Gonfalone a Valmontone.
Quest’anno, durante la Quaresima, a Velletri è stato vissuto un altro momento di grande intensità spirituale mariana, dal carattere eccezionale: la visita del reliquiario delle Sante Lacrime della Madonna, proveniente dal santuario di Siracusa.
Tale sacra reliquia ricorda un prodigio avvenuto per quattro giorni consecutivi, dal 29 agosto al 1° settembre 1953, che venne immediatamente riconosciuto autentico in maniera ufficiale, dapprima dall’episcopato siculo e poi dal papa Pio XII.
Un semplice bassorilievo in gesso smaltato, raffigurante il Cuore Immacolato di Maria, era stato donato come regalo di nozze a una coppia di giovanissimi sposi, che lo appese sulla parete della propria camera da letto, esattamente sopra il talamo nuziale, in segno di fiducia nella protezione materna della Santa Vergine.
La coppia era di umile estrazione sociale e fino ad allora coltivava una religiosità popolare molto semplice; la piccola dimora era molto modesta e lo stile di vita era povero ma onesto e dignitoso: il marito, Angelo Iannuso, era bracciante agricolo, e la moglie, Antonina Giusto, casalinga.
La prima gravidanza di Antonina era molto difficile, con frequenti complicanze (una tossicosi gravidica le provocava spesso convulsioni e l’annebbiamento della vista) che facevano temere sulla sopravvivenza sua e del nascituro. Spontaneamente, Antonina guardò un giorno l’effige della Madonna che vegliava sopra il suo letto, e formulò una breve ma fervida preghiera: “Madonnina, di me fa’ ciò che vuoi, ma salva il mio bambino!”.
Il mattino del 29 agosto, Antonina vide che dagli occhi – e soltanto dagli occhi dell’immagine di Maria fuoriuscivano copiosamente gocce di un liquido trasparente. Spaventata dal fenomeno, chiamò immediatamente le parenti e le vicine di casa, ed esse, accorse nella sua stanza, constatarono che non si trattasse di una sua allucinazione. La notizia si diffuse rapidamente dapprima nel quartiere e dopo poche ore in tutta la città.
Centinaia di persone, che divennero presto migliaia, si accalcarono – chi per curiosità chi per fede – davanti alla casa, e moltissimi ebbero l’occasione di vedere, toccare, asciugare con fazzoletti, e persino assaggiare alcune di quelle gocce, attestando che avessero un sapore identico a quello di lacrime umane.
L’arcivescovo di Siracusa, mons. Ettore Baranzini, convocò una commissione scientifica per far accuratamente analizzare sia la piccola scultura che il liquido che continuava a fuoriuscire dagli occhi dell’immagine. Quest’ultima risultò totalmente priva di manomissioni che potessero provocare artificialmente il fenomeno, del quale si dovette escludere ogni plausibile spiegazione naturale. Prelevate circa una trentina di gocce e portate nel locale laboratorio d’igiene e profilassi, il verdetto fu che esse presentavano la medesima composizione chimica delle lacrime umane.
Nel frattempo, ponendo molti ammalati a contatto con quelle prodigiose lacrime, avvenivano centinaia di guarigioni miracolose da malattie e disabilità molto gravi, giudicate incurabili e inguaribili, ma soprattutto numerosissime conversioni alla fede e ritorni alla Chiesa e ai sacramenti. La prima miracolata fu proprio Antonina Giusto, che non ebbe più disturbi durante la gravidanza e che partorì un bambino di ottima salute.
Il 6 novembre 1994, il papa San Giovanni Paolo II si recò personalmente a Siracusa per presiedere la Messa della Dedicazione alla Madonna del grandioso santuario costruito per commemorare l’evento, e per accogliere i pellegrini che tutt’oggi vi giungono quotidianamente da tutto il mondo a venerare la prodigiosa immagine e il sacro reliquiario che custodisce una parte delle Sante Lacrime di Maria.
Per l’occasione, il pontefice compose la seguente preghiera: “Madonna delle Lacrime, guarda con materna bontà il dolore del mondo. Asciuga le lacrime dei sofferenti, dei dimenticati, dei disperati, delle vittime di ogni violenza. Ottieni a tutti lacrime di pentimento e di vita nuova, che aprano i cuori al dono rigenerante dell’amore di Dio. Ottieni a tutti lacrime di gioia, dopo aver visto la profonda tenerezza del tuo cuore”.
Don Carlo Fatuzzo



