“Voi siete il sale della terra; ma se il sale perde il sapore…Voi siete la luce del mondo…Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone…”(Mt 5, 13-16).
Ci troviamo di fronte a delle parole che non sono un invito ad essere qualcosa, sale e luce, ma a ciò che tu già sei per me.
È il sussurro di un amante, Gesù, che dice parole che vengono dal cuore ed esprimono ciò che l’uno è per l’altro. Gesù è un poeta innamorato! E io sono la sua poesia! Per lui siamo sale e luce. Infatti usa il presente e non il futuro.
Siamo, e non sarete. Può sembrare cosa poco credibile a guardare dentro di noi! E chi si sente sale e luce? Eppure lui questo percepisce di me. Io per lui sono sale e luce. Solo un cuore innamorato riconosce la bellezza oltre il velo dell’apparente insignificanza (sale senza sapore) o le tenebre di una vita senza senso (la lampada sotto il moggio).
Per essere saggezza (sale) e per essere significativi non basta studiare, avere successo, o denari, o un fisico palestrato… ma cercare l’amore. Come Ulisse… andare alla ricerca di una “casa”, la sua vita fu come un ritorno verso Itaca e Penelope.
Se non abbiamo impostato la vita come un viaggio alla ricerca di… non abbiamo conosciuto l’amore che sostiene il sacco del sale e il candelabro per la lucerna. Gli piacciamo a Gesù quando siamo in viaggio, ma la cosa ancor più strana gli piacciamo anche quando siamo come atterriti, immobilizzati dalle paure di ogni tragedia della vita che ci colpisce.
È quello sguardo che sa vedere la nostra verità di sale e luce ed è per quello sguardo d’amore che riprendiamo vita dando saggezza a ciò che facciamo e luce per indicare a noi stessi la giusta direzione. Quando si vive bene lo trasmetti anche agli altri, stai bene e fai stare bene… non c’è bisogno di nessun’altra testimonianza. Si vive bene quando qualcuno ti dice: tu sei per me “sale e luce”.
E se te lo dice chi è innamorato di te, unica cosa che possiamo fare è corrispondere, cioè renderci amabili facendo le “opere buone”. Quali? “Cercare i re di domani tra gli scartati di oggi, e trovare meriti là dove l’economia della grandezza vede solo demeriti” (Ronchi).
Allora i nostri occhi avranno una luce che saprà illuminare anche la Croce, perché sperimentata da chi sul Calvario diventò luce del mondo dichiarandoci un amore unico, personale che si consumò tutto per trasformarsi luce in noi.
fra’ Andrea Stefani, ofm



