Nella serata del 25 marzo 2026, la comunità parrocchiale di Santa Maria Maggiore e della zona pastorale di Valmontone si è ritrovata per vivere un momento di profonda unità e raccoglimento.
Si è, infatti, svolta la Via Crucis animata dai gruppi giovanili della parrocchia, un’iniziativa che ha saputo coniugare la tradizione liturgica con la freschezza e la sensibilità delle nuove generazioni. Un percorso di spiritualità e riflessione.
L’evento, presieduto dal nostro vescovo Stefano Russo, non è stato una semplice rievocazione storica, ma un itinerario spirituale “intenso e vero”.
Attraverso un’alternanza curata di parole, silenzi meditativi, gesti simbolici e sguardi di condivisione, i fedeli sono stati guidati lungo le stazioni della Passione, riscoprendo la centralità del mistero della Croce nella vita quotidiana.
La preghiera, nella sua nobile semplicità, ha permesso di accostare il cammino doloroso di Cristo alle esperienze umane più fragili. Ripercorrere la strada del Calvario ha significato, per molti, incontrare le proprie stazioni personali: Le cadute e le fragilità che segnano il percorso di ogni uomo; Le paure e il senso di solitudine che spesso opprimono il cuore; Il peso del giudizio, vissuto come una croce moderna.
La Croce come bussola di Speranza. Durante la celebrazione, è emerso con forza un messaggio di resilienza e fede: “La croce non è un vicolo cieco… è la bussola della Speranza”. Questa immagine, evocata nel corso delle riflessioni, ha sottolineato come il dolore cristiano non sia mai fine a se stesso, ma rappresenti il passaggio necessario verso una rinascita.
L’incontro si è concluso con la benedizione del Vescovo, lasciando nei presenti la consapevolezza che, nonostante le fatiche del cammino, esiste una forza superiore capace di rialzarci a ogni caduta. La comunità ringrazia i giovani per aver offerto una testimonianza così viva e autentica, capace di parlare direttamente al cuore di ogni generazione.



