Dal 3 al 7 agosto, la cornice montana di Casamaina, suggestiva frazione di Lucoli in provincia dell’Aquila, ha offerto uno sfondo eloquente a un’esperienza intensa e memorabile per il Settore Giovani dell’Azione Cattolica diocesana. Una sessantina di ragazzi entusiasti, provenienti dalla Parrocchia di San Martino Vescovo, dalle comunità dell’Unità Pastorale di Velletri e dalla Parrocchia di Santa Barbara di Colleferro, hanno scelto di impegnarsi, con zaino in spalla e cuore aperto. Il tema guida dell’intero campo, intitolato “Stories”, ha lanciato una sfida profonda e attuale a tutti: prendere consapevolezza di come raccontare la propria storia: unica e irripetibile, quella che Dio stesso scrive con ciascuno di noi. In un mondo dove siamo costantemente esposti a narrazioni effimere, il campo ha proposto di riscoprire il valore del racconto autentico, spronando i giovani a considerarsi non come voci isolate, ma come vite che si intrecciano con il mondo, con gli altri e con il bene che Dio riserva all’umanità. La proposta formativa che ha fatto da filo conduttore alle giornate vede l’intreccio del primo capitolo del Libro della Genesi con la celebre regola giornalistica delle “5 W” (Who, What, Where, When, Why) a cui si è aggiunto il “How” (Come).
Il primo giorno, guidato dalla domanda “Cosa”, ha invitato i ragazzi a fare luce nel proprio caos interiore, proprio come in principio Dio mise ordine separando la luce dalle tenebre. I giovani sono stati chiamati a scrivere una lettera di presentazione della propria vita, scegliendo con cura cosa raccontare, imparando che narrarsi onestamente significa iniziare a fare verità e che ogni esperienza ha un valore immenso. Il secondo giorno, incentrato sul “Come”, ha esplorato le forme della comunicazione. Attraverso divertenti e profonde dinamiche comunitarie, i ragazzi hanno toccato con mano quanto i modi, le reticenze, i silenzi e le posizioni che assumiamo influenzino profondamente ciò che trasmettiamo agli altri. Con il terzo giorno (“Dove e Quando”), il campo è entrato nel vivo affrontando i tempi di buio che inevitabilmente si attraversano. Ispirandosi al cammino dantesco dall’Inferno al Paradiso, i giovani hanno riflettuto sulle proprie “selve oscure”, imparando poi a incollare i frammenti oscuri delle fatiche con i cartoncini luminosi delle piccole stelle intraviste nel purgatorio della vita. Il quarto giorno (“Chi”) si è caratterizzato dal tema della partecipazione all’interno della propria comunità. Con lo slogan “Chi, se non noi” i ragazzi sono entrati in contatto con le radici associative dell’Azione Cattolica, fatte di giovani donne e uomini che hanno vissuto e vivono a pieno il loro tempo. Attraverso questo hanno poi sperimentato l’impegno socio-politico, caratteristico dell’A.C., che li ha portati a prendere consapevolezza del senso di comunità al quale ciascun cittadino è chiamato per essere custode grato e responsabile del creato. Infine, il quinto giorno (“Perché”) ha tirato le fila dell’intera esperienza. I partecipanti hanno compreso che rileggere la propria vita con gli occhi di Dio significa diventare Suoi “co-narratori.
Oltre alle attività, il campo è stato nutrito da un clima di profonda spiritualità, con strumenti preziosi come il Deserto per fare verità nell’intimità del cuore, l’Adorazione Eucaristica per contemplare la propria storia in un tu per tu con Dio, e la Celebrazione Penitenziale per fare esperienza viva della Sua misericordia. I ragazzi provenienti dalle comunità di Velletri e Colleferro hanno vissuto una comunione perfetta, e l’Azione Cattolica si è mostrata ancora una volta casa accogliente in cui crescere insieme.
Equipe ACG diocesana




