Caritas diocesana (Velletri-Segni): Adolescenza, amicizia e paura. Il percorso per ragazze adolescenti a Casa di Sara

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La Casa di Sara è un progetto della Caritas Diocesana Velletri-Segni dedicato al sostegno e all’accompagnamento all’apprendimento per bambini e ragazzi dai 6 ai 16 anni, iniziato nel 2012. Oltre a favorire lo studio, rappresenta uno spazio accogliente di ascolto, crescita e condivisione, dove, attraverso attività educative, creative e relazionali, i giovani possono esprimersi, scoprire sé stessi e costruire relazioni positive all’interno di una comunità attenta e solidale.

Dal 2024 una counselor e tutor dell’apprendimento scolastico collabora con i volontari di Casa di Sara. Tra i laboratori realizzati insieme alla counselor vi è Incontri per ragazze adolescenti, uno spazio dedicato alle ragazze e pensato per accompagnarle in un percorso di crescita, nel quale esplorare insieme i temi dell’adolescenza. Un cammino di ascolto, confronto e scoperta di sé, in cui alla riflessione e al confronto si alternano momenti di creatività.

Le parole che fanno Adolescenza è il titolo del laboratorio d’apertura, iniziato con una breve spiegazione su cosa siano la preadolescenza e adolescenza, attraverso un linguaggio semplice che ha permesso di comprendere meglio i cambiamenti tipici di questa fase della vita. Successivamente è stato dato spazio alle voci delle ragazze: attraverso un brainstorming collettivo hanno raccontato come vivono questo periodo e quali trasformazioni hanno notato rispetto all’infanzia. I cambiamenti principali emersi hanno riguardato la scuola, le relazioni, i pensieri, i comportamenti e il corpo. Nel momento creativo le partecipanti hanno realizzato dei fiori: sui petali sono state scritte le caratteristiche che oggi le rappresentano come adolescenti, mentre nel vasetto -simbolo delle radici- hanno inserito ciò che dà loro energia e sostegno, come persone e affetti.

Coltivare l’amicizia è stato il secondo incontro, dedicato al tema dell’amicizia. Il significato, le sfumature e la complessità di questo legame sono stati esplorati attraverso alcune metafore. L’amicizia è diventata una fiamma, capace di scaldare ma anche di ferire; un sasso, solido e fragile; una piantina, le cui radici rappresentano i valori fondamentali che nutrono il legame. Nella fase creativa sono state realizzate delle foglioline sulle quali sono state scritte azioni quotidiane che aiutano l’amicizia a crescere. Si è poi parlato del conflitto e di quanto la comunicazione sia fondamentale per rispettare sé stessi e l’altro. Durante la riflessione finale, le ragazze hanno disegnato una mano, scrivendo su ogni dito ciò che ciascuna sente di poter offrire in un rapporto di amicizia. L’incontro si è concluso con una riflessione importante: imparare a volersi bene è il primo passo per costruire relazioni sane e autentiche.

Il terzo incontro, Conoscere la paura, è stato dedicato alla paura, un’emozione sperimentata da tutte ma spesso difficile da riconoscere. All’inizio si è parlato del significato della paura e della sua funzione: un’emozione importante che ci aiuta a proteggerci e metterci al sicuro. Le ragazze hanno poi disegnato la propria paura, per darle forma e poterla osservare. Sono emerse paure legate alla scuola, alla quotidianità e a temi più profondi, come la solitudine. In alcune situazioni si è scoperto che molte condividevano le stesse paure, e questo ha permesso al gruppo di offrire sostegno reciproco e suggerimenti su come affrontarle. Attraverso la lettura di Abbi CORAGGIO! di Britta Teckentrup, che propone di guardare alla paura come a un’alleata, ci si è soffermati sull’idea che paura e coraggio possano convivere. Le ragazze hanno successivamente realizzato una piccola casetta di cartone, oggetto simbolico. All’interno hanno inserito un piccolo cuore con la scritta I love you, come gesto di cura verso sé stesse, e una candela per ricordare la possibilità di fermarsi, respirare e calmarsi nei momenti di paura, proprio come quando si soffia su una piccola fiamma per ritrovare tranquillità. Al termine dell’incontro si è compreso come la paura non debba essere eliminata, ma ascoltata.

Marta Conti e Sara Sabetta, Referenti della comunicazione Caritas Velletri-Segni

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