Dal 16 al 18 ottobre, Velletri ha ospitato incontri, riflessioni, musica e momenti di condivisione, dando vita a un percorso dedicato alle molteplici forme della povertà, alla cura del territorio e al valore delle relazioni umane.
Si è concluso il Festival della Fondazione Caritas Velletri-Segni, che per tre giorni ha animato diversi luoghi della città attraverso iniziative culturali, momenti di confronto ed esperienze di condivisione. Un’occasione per riunire persone di età, storie e provenienze differenti, mettendo al centro il dialogo, la solidarietà e l’attenzione verso gli altri.
“Dentro i cammini della povertà: e tu, di che povertà sei?” è stato il tema che ha accompagnato l’intera iniziativa, invitando a riflettere su una realtà complessa, che non riguarda soltanto la mancanza di risorse economiche, ma coinvolge anche le relazioni, le opportunità, la conoscenza e il senso di appartenenza a una comunità.
Attraverso linguaggi ed esperienze differenti, il Festival ha cercato di dare spazio a queste domande, proponendo occasioni di incontro capaci di avvicinare il mondo della cultura, della scuola, dell’associazionismo e della cittadinanza.
La cultura come occasione di incontro e riflessione
Gli appuntamenti culturali hanno rappresentato una parte importante del programma, offrendo prospettive diverse sulle sfide della società contemporanea.
Le riflessioni del professor Leonardo Salutati sul rapporto tra ricchezza e visione cristiana e l’incontro con gli studenti del Liceo Mancinelli e Falconi, guidato dal professor Giulio Guarini dell’Università della Tuscia, hanno posto l’attenzione sulle disuguaglianze, sulle trasformazioni economiche e sulle speranze delle nuove generazioni.
Anche il cinema e la letteratura sono diventati strumenti di confronto. La proiezione di Arrival di Denis Villeneuve, accompagnata dall’intervento del critico cinematografico Gianluca Arnone, ha invitato a riflettere sul linguaggio, sulla comunicazione e sulla capacità di comprendere l’altro.
L’incontro con Bhante Dharmapala Thero (Claudio Torrero), monaco buddista, dedicato al libro “Sull’Arca e dentro la balena. Un monaco in viaggio con la Flotilla”, ha offerto un’ulteriore occasione per confrontarsi con esperienze e prospettive differenti, richiamando l’attenzione sulle vicende della popolazione palestinese.
Incontri diversi, accomunati dalla volontà di promuovere una cultura dell’ascolto e della conoscenza reciproca, riconoscendo nel confronto uno strumento per superare distanze e pregiudizi.
Dalla cura del territorio alla solidarietà tra i popoli
Accanto alla riflessione culturale, il Festival ha dato spazio alla scoperta del patrimonio naturale locale. La passeggiata nel bosco nei pressi di Fontana Marcaccio, guidata dalla biologa Giovanna Abbate, membro del Comitato scientifico della Fondazione Caritas Velletri-Segni, ha coinvolto adulti, bambini e ragazzi in un’esperienza di osservazione e conoscenza dell’ambiente.
Un momento che ha ricordato come la cura del territorio inizi dalla consapevolezza del suo valore e dalla responsabilità di custodirlo, anche attraverso i piccoli gesti quotidiani.
Tra gli appuntamenti più rappresentativi dello spirito dell’iniziativa, la Cena dei Popoli, ospitata presso la Cantina Sperimentale di Velletri, ha riunito persone di generazioni e provenienze diverse attorno alla stessa tavola.
La condivisione di piatti poveri, le conversazioni e la musica dal vivo dei Capone & BungtBangt hanno dato vita a una serata di incontro e convivialità, nella quale il cibo e la musica sono diventati linguaggi comuni, capaci di avvicinare culture ed esperienze differenti.
Durante la serata è stato inoltre rivolto ai partecipanti un invito a offrire il proprio sostegno alla popolazione di Gaza, trasformando il momento di festa anche in un’occasione di sensibilizzazione e solidarietà verso chi vive le conseguenze della guerra.
Un’esperienza che ha espresso concretamente uno dei messaggi centrali delle tre giornate: condividere significa anche riconoscere i bisogni degli altri e sentirsi parte di una comunità più ampia.
Il valore della comunità
Le iniziative si sono concluse presso il Centro Santa Maria dell’Acero con la celebrazione della Messa del Creato, alla presenza del vescovo S.E. Stefano Russo e con l’animazione degli Scout. Un momento di riflessione sulla responsabilità di custodire la natura e sul legame tra la cura dell’ambiente e quella delle persone.
A seguire, il pranzo comunitario “A tavola insieme” ha racchiuso lo spirito del Festival: ritrovarsi, condividere e rafforzare i legami della comunità.
Al di là dei singoli appuntamenti, ciò che resta di questa esperienza è soprattutto il valore delle relazioni. La varietà delle iniziative ha mostrato come la solidarietà possa esprimersi attraverso gesti e linguaggi differenti: un confronto, una passeggiata nella natura, una canzone, un pasto condiviso.
Il Festival ha rappresentato un’occasione per riflettere sulle molteplici forme della povertà, ma anche sulle risorse che una comunità può mettere in campo per affrontarle: l’ascolto, la partecipazione, la conoscenza e la disponibilità a incontrare l’altro.
Un ringraziamento va a tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione dell’iniziativa, ai relatori, agli artisti, ai volontari, alle associazioni, alle realtà del territorio e a quanti hanno scelto di partecipare.
Le tre giornate si sono concluse, ma resta l’auspicio che gli incontri, le riflessioni e le relazioni nate durante questa esperienza possano continuare a crescere, trasformandosi in nuove occasioni di dialogo, collaborazione e solidarietà per il territorio.
Sara Sabetta




