OBIETTIVO
Concretizzare quanto emerso dalle Convergenze delle nostre diocesi per attuare quella conversione pastorale che renda sempre più sinodale la vita della nostra Chiesa.
INTRODUZIONE
Stiamo vivendo la fase attuativa del Cammino Sinodale che è stata aperta da papa Francesco con la Nota di accompagnamento del Documento Finale punto di riferimento per la fase di Attuazione. La Nota ricorda che «Le chiese locali e i raggruppamenti di chiese sono ora chiamati a dare attuazione, nei diversi contesti, alle autorevoli indicazioni contenute nel Documento attraverso i processi di discernimento e di decisione previsti dal Documento stesso».
Per questo motivo, la fase attuativa nelle nostre diocesi di Velletri-Segni e di Frascati ha come obiettivo quello di attuare le proposte concrete di rinnovamento pastorale convergenti alle due diocesi maturate in questi anni di Cammino Sinodale, attraverso l’ascolto e il discernimento comunitario. In questo cammino sono emersi tanti segni di speranza, tante risorse delle nostre realtà ecclesiali e tanta ricchezza dall’esperienza vissuta. Questo documento non è solo un punto di arrivo, ma un punto di partenza per le nostre Chiese locali per individuare percorsi e organismi che favoriscano la crescita e la libertà nel discernimento di comunità e persone per una visione di Chiesa condivisa.
PREGHIERA PER DISPORCI ALL’ASCOLTO DELLO SPIRITO
Preghiera Adsumus Sancte Spiritus
Siamo davanti a Te, Spirito Santo, mentre ci riuniamo nel Tuo nome. Con Te solo a guidarci, vieni e prendi casa nei nostri cuori; insegnaci la via da seguire e come dobbiamo percorrerla. Siamo deboli e peccatori, non lasciare che promuoviamo il disordine. Non lasciare che l’ignoranza ci porti sulla strada sbagliata né che la parzialità influenzi le nostre azioni. Fa’ che troviamo in Te la nostra unità affinché, possiamo camminare insieme verso la vita eterna e non ci allontaniamo dalla via della verità e da ciò che è giusto. Tutto questo chiediamo a te, che sei all’opera in ogni luogo e in ogni tempo, nella comunione del Padre e del Figlio, nei secoli dei secoli. Amen.
TESTO BIBLICO
Dagli Atti degli Apostoli (15,22-31)
Agli apostoli e agli anziani, con tutta la Chiesa, parve bene allora di scegliere alcuni di loro e di inviarli ad Antiochia insieme a Paolo e Barnaba: Giuda, chiamato Barsabba, e Sila, uomini di grande autorità tra i fratelli. E inviarono tramite loro questo scritto: “Gli apostoli e gli anziani, vostri fratelli, ai fratelli di Antiochia, di Siria e di Cilicia, che provengono dai pagani, salute! Abbiamo saputo che alcuni di noi, ai quali non avevamo dato nessun incarico, sono venuti a turbarvi con discorsi che hanno sconvolto i vostri animi. Ci è parso bene perciò, tutti d’accordo, di scegliere alcune persone e inviarle a voi insieme ai nostri carissimi Bàrnaba e Paolo, uomini che hanno rischiato la loro vita per il nome del nostro Signore Gesù Cristo. Abbiamo dunque mandato Giuda e Sila, che vi riferiranno anch’essi, a voce, queste stesse cose. È parso bene, infatti, allo Spirito Santo e a noi, di non imporvi altro obbligo al di fuori di queste cose necessarie: astenersi dalle carni offerte agli idoli, dal sangue, dagli animali soffocati e dalle unioni illegittime. Farete cosa buona a stare lontani da queste cose. State bene!”. Quelli allora si congedarono e scesero ad Antiochia; riunita l’assemblea, consegnarono la lettera. Quando l’ebbero letta, si rallegrarono per l’incoraggiamento che infondeva.
BREVE STRALCIO DELLA MEDITAZIONE SUL BRANO DI AT 15,22-31 PROPOSTA DA PADRE SABINO CHIALÀ, PRIORE DI BOSE
Ci parla dei primi passi di quegli uomini e donne che nella Camera altra, a Gerusalemme, avevano ricevuto il dono dello Spirito Santo, e con esso la forza di testimoniare con la vita la resurrezione del Signore Gesù. E i passi, quando sono veri, trasformano. Non si può camminare restando gli stessi. Perché, camminando, si incontrano volti nuovi, e con essi domande di senso e sfide inattese, e dunque s’impongono scelte… Scelte che non tradiscono ma approfondiscono il “deposito della fede”, che aiutano a comprendere meglio e a rimanere fedeli al Vangelo di Gesù Cristo.
Il primo responsabile delle decisioni è lo Spirito Santo. Sappiamo quanto sia pericoloso pretendere di parlare a nome dello Spirito! Ma quando ci si dispone ad un ascolto autentico, coraggioso e fedele, della realtà e delle Scritture, lo Spirito agisce! C’è poi il “noi” ecclesiale! Un noi variopinto, che non trascura nessuna voce, dove ciascuno esercita la propria “autorità” (cf. Mc 13,34): laici e ministri ordinati, donne e uomini, giovani e anziani. Tutti servi dell’unica Parola, ciascuno secondo il dono di grazia ricevuto e custodito. Nessun potere da esercitare e spartire, ma una Parola da servire!
Il testo integrale della meditazione è raggiungibile a questo link.
PROPOSTE CONCRETE DI RINNOVAMENTO PASTORALE
Ogni comunità parrocchiale, ogni realtà diocesana potrà scegliere come praticare la sinodalità dentro la propria pastorale ordinaria attraverso il discernimento ecclesiale che lo Spirito Santo oggi ci richiede a partire dalle seguenti proposte concrete di rinnovamento pastorale convergenti emerse nelle nostre diocesi.
La Corresponsabilità di tutta la comunità per ravvivare gli organismi di partecipazione.
Durante il cammino fatto nelle nostre Diocesi in ascolto dello Spirito, è emersa l’esigenza di proseguire con più impegno e più concretamente un cammino di rinnovamento pastorale che promuova la corresponsabilità di tutti (laiche, laici consacrate, consacrati, clero, ecc.) per l’animazione della comunità con una connotazione missionaria e sinodale. Nell’ambito della corresponsabilità le proposte emerse sono le seguenti:
- Creare e sostenere l’esercizio di una modalità condivisa di guida pastorale con il parroco, con la “cooperazione di altri presbiteri o diaconi, con l’apporto dei fedeli laici, con i movimenti presenti, le associazioni e gli Istituti religiosi”, tenendo conto delle qualità, delle competenze e dei carismi di ciascuno e del discernimento che spetta anche al Consiglio Pastorale;
- Istituire, dove non lo siano già, i Consigli pastorali e degli affari economici diocesani, parrocchiali, delle unità pastorali, zonali o vicariali per favorire una Pastorale integrata in un territorio, come scelta qualificante e necessaria per la partecipazione del Popolo di Dio (cfr. Lineamenti, 51);
- Avere maggiore oculatezza nella scelta dei membri degli Organismi di partecipazione, rafforzando la formazione alla sinodalità, alla Conversazione nello Spirito e alla missionarietà, facendo attenzione nell’includere le persone più al margine e i fedeli laici appartenenti ai movimenti e alle associazioni e Istituti religiosi.
La formazione umana e integrale.
Una formazione umana integrale deve mettere al centro la vita e le persone nella loro singolarità a cominciare da quelle più fragili e marginalizzate e prendere in considerazione tutte le dimensioni della persona umana, tenendo conto dei contesti di vita e della pluralità delle situazioni. Il cammino sinodale ha evidenziato come la cura formativa delle persone non possa limitarsi soltanto alla dimensione “catechistica” ma debba necessariamente tenere conto di tanti elementi intrecciati tra loro. Nell’ambito della formazione umana e integrale le proposte emerse sono:
- Avviare un servizio mirato, con l’ausilio anche di esperti, per la formazione integrale, condivisa e permanente fondata sui contenuti della fede, sulla centralità della Parola di Dio e sulla condivisione delle buone pratiche, che sia anche un percorso di formazione umana continuo, proporzionato e adeguato alle esigenze e ai tempi delle persone, che coinvolga le dimensioni affettiva, spirituale, intellettuale, relazionale; che incentivi la collaborazione tra le varie realtà su progetti comuni con proposte formative specifiche e che favorisca spazi e occasioni di condivisione per ascoltare i bisogni delle persone;
- Tener vivo lo stile della Conversazione nello Spirito;
- Adottare la vita di Gesù come modello di umanità per capire chi siamo e come dovremmo essere;
- Accompagnare le famiglie prima Chiesa a riscoprirsi nucleo di evangelizzazione e di trasmissione della fede attraverso percorsi di ascolto della Parola, esperienze di condivisione e di servizio.
Il protagonismo dei giovani nella formazione e nell’azione pastorale.
La Parola di Dio e il suo Spirito possono parlare ovunque a tutto il Popolo di Dio e allo stesso modo anche ai più giovani. Per loro l’incontro significativo con il Risorto spesso si fa attraverso l’amicizia, il volontariato, il lavoro, lo studio, l’espressione artistica, l’attività sportiva, i contenuti social e quanto propone la grande tradizione culturale cristiana. La partecipazione dei giovani al Cammino sinodale ha mostrato che hanno a cuore un luogo quando diventa loro caro e un messaggio quando è importante per loro. Il Cammino sinodale incoraggia a dare spazio e tempo a queste voci, a questi incontri, a quanto solitamente non vediamo. La grande ricerca di spiritualità che segna le generazioni più giovani è carica di grandi domande di integrità, serietà, vita piena e implicata nella nostra società segnata da ingiustizie. Il cammino sinodale di questi anni ha sottolineato la ricchezza della presenza dei giovani “da protagonisti” nelle nostre realtà diocesane e nei vari ambiti della vita della Chiesa, facendo anche emergere alcune proposte concrete:
- Impegnarsi da parte delle comunità a valorizzare gli spazi esistenti e individuarne di nuovi, investendo risorse umane e materiali;
- Rendere questi luoghi degli “spazi vivi coinvolgendo giovani ed esperti locali attraverso progetti specifici per accogliere e sostenere i giovani nei loro bisogni relazionali, culturali, sociali, affettivi e spirituali e permettendo loro di esprimersi;
- Favorire sinergie tra le realtà educative all’interno e all’esterno della parrocchia per la gestione concreta e l’animazione di questi luoghi: gruppi, associazioni, movimenti;
- Proporre percorsi formativi anche valorizzando l’esperienza delle associazioni dei movimenti degli istituti religiosi presenti sul territorio – che accompagnino i giovani nella crescita umana e spirituale, prevedendo momenti di ascolto, orientamento vocazionale e attività di servizio e di apertura al prossimo valorizzando le loro storie e i loro talenti;
- Favorire la partecipazione attiva rendendo i giovani protagonisti nella progettazione e nella realizzazione delle attività formative, offrendo loro ruoli di responsabilità e promuovendo il dialogo intergenerazionale;
- Promuovere l’evangelizzazione attraverso i nuovi linguaggi: incentivare l’utilizzo creativo delle tecnologie digitali e dei social network come strumenti di evangelizzazione, formazione e testimonianza;
- Favorire l’inserimento dei giovani negli organismi consultivi di partecipazione;
- Formare i giovani alla responsabilità ecclesiale con percorsi formativi specifici che li accompagnino nello sviluppo di competenze relazionali, organizzative e spirituali, finalizzate a un coinvolgimento attivo e responsabile nei consigli, negli uffici e nelle equipe parrocchiali e diocesani;
- Affidare ai giovani incarichi concreti di responsabilità attraverso la gestione di progetti, eventi o servizi pastorali, supportandoli con la presenza discreta di adulti mentori, così da favorire una crescita autentica nella corresponsabilità e nel servizio alla comunità.
Cambiamento delle strutture, intendendo per strutture le zone pastorali e i relativi organismi.
Il cammino sinodale di questi anni ha evidenziato che, pur con tutta la buona volontà di ognuno, le nostre strutture diocesane, parrocchiali fanno fatica a vivere la “sinodalità” e sovente riflettono una pastorale appesantita dal tempo, dalle abitudini che poco testimonia l’essere uniti al servizio della comunità. Il discernimento comunitario ha fatto emergere le seguenti proposte concrete prioritarie per rinnovare le strutture:
- Promuovere incontri formativi sugli Organismi di Partecipazione e la loro importanza nelle articolazioni territoriali;
- Fare chiarezza sulla terminologia utilizzata: definire cosa si intende per zone pastorali, quale sia la loro missione ed il loro funzionamento;
- Avviare una consultazione per zone pastorali/vicarie per promuovere la collaborazione alla costituzione o al rinnovamento dei Consigli Pastorali Diocesani e parrocchiali.



