“Senza la musica, la vita sarebbe un errore.” Così Nietzsche, filosofo del XIX secolo, affermava, e ancora tutt’oggi continua a far echeggiare nella sua produzione filosofica; ma per fortuna il nostro mondo, e soprattutto la nostra diocesi non corrono questo pericolo!
Infatti, Sabato 11 Aprile, si sono tenuti i festeggiamenti del cinquantesimo anno di attività del “Coro Giovanile di Segni”, nella cornice sublime della Concattedrale di S. Maria Assunta nell’omonima città.
Protagonisti, ovviamente, i numerosi componenti del Coro, capitanati dall’inarrestabile Mons. Franco Fagiolo, cuore pulsante di tutta l’attività cinquantennale.
A presentare la serata Anna Lisa Ciccotti, che con grande delicatezza ha accompagnato tutti i presenti lungo il concerto, che più che definirlo tale, si potrebbe definire un vero viaggio in musica lungo tutta la storia del Coro; Don Franco alla direzione, il Maestro Daniele Rossi allo storico organo Morettini, telecamere, luci, e lo spettacolo è iniziato! Nove i brani presentati, più uno straordinario Medley dei pezzi più iconici del repertorio; e a concludere l’immancabile “Gerico”.
Ma non è tutto: a dare ancor di più il sapore della festa all’evento è stata la presenza di “Ex Coristi” che hanno arricchito l’equipe del Coro negli anni, poi distaccandosi fisicamente, ma di certo mai con il cuore! Sabato erano, invece, tutti lì, a condividere insieme, stretti intorno a don Franco, un’unica passione: la musica! Un momento di gioia dove hanno avuto spazio ilarità, momenti di riflessione, di preghiera, attimi di alta maestria musicale, (tra cui è emersa la valenza artistica del maestro Rossi) e alla fine del concerto, accompagnato da uno scrosciante applauso, un momento di grande gratitudine per il lavoro del coro e di don Franco, visibilmente emozionato per aver, come dice lui, “fatto i fuochi d’artificio fatti bene!”.
Pensando proprio ai fuochi d’artificio, all’incanto che lasciano ogni volta che li si ammira, (difatti, una persona può vederli moltissime volte per tutta la vita, ma mai si smette di alzare il naso all’insù per ammirarli di nuovo) potremmo assimilarli alla bellissima storia del coro; tante piccole luci che insieme diventano arte, spettacolo; compongono un capolavoro. E quelle luci sono proprio tutte le esperienze, i viaggi, i concerti, le fatiche, le prove ed i successi dei “giovani di Segni”. Per citarne alcune: Roma e dintorni, Francia, Monaco di Baviera e Vienna; il gemellaggio con il Coro ungherese di Salgotarjan, e poi in prima mondiale la Missa Sanctae Syndonis, del M° G. Nenna, con il Corpo Diplomatico della S. Sede. La Messa in diretta TV su Rai1, Uno Mattina nel giorno di Natale 1996, i Cori sull’Aventino, la Sala Nervi e i Concerti di Natale a S. Maria Maggiore, a S. Maria degli Angeli e a S. Cecilia in Trastevere, S. Pietro in Vaticano nella Prima Giornata Mondiale dell’Ammalato e la Beatificazione di Giovanni Paolo II in Piazza S. Pietro; insomma, una storia gloriosa!
Alla fine di questo breve excursus viene spontanea solamente una parola: Grazie! Al Coro per averci insegnato e ricordato che la musica non solo si ascolta o “si fa”, ma la musica si vive. A don Franco, perché con il dono di te ci insegni che la vita con la musica e con Dio, non solo la vivi, ma la componi e la condividi con gli altri!
Valerio Santoni



