Il 31 maggio, a conclusione del mese mariano, la parrocchia di Santa Maria Maggiore ha vissuto un momento di intensa commozione e spiritualità con la tradizionale processione della Madonna del Suffragio. Il sacro corteo ha preso il via al termine della celebrazione della santa Messa delle ore 19:00, tenutasi presso il Santuario del Gonfalone. Accompagnata da canti e preghiere che testimoniano la radicata devozione mariana della comunità, la statua della Vergine è stata trasportata in preghiera fino alla chiesa Collegiata di Santa Maria Maggiore. Lì è stata reposta nella cappella a lei dedicata.
Il 21 giugno la cittadinanza si è nuovamente riunita per onorare San Luigi Gonzaga, Santo Patrono della città di Valmontone. Le celebrazioni sono iniziate alle ore 19:00 presso la Collegiata con la santa Messa e sono proseguite dalle 21:00 con la solenne processione che ha attraversato le vie cittadine in un clima di profondo affetto, raccoglimento e affidamento, rinnovando il secolare legame di protezione che unisce la comunità al suo Patrono. Nell’omelia della santa Messa per la festa, il parroco ha sottolineato come san Luigi è stato capace di mettere in pratica quello che veniva espresso nel Vangelo proclamato durante la celebrazione: «chiunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anch’io lo riconoscerò davanti al Padre mio che è nei cieli». Se è vero che espressamente qui il Signore sta richiedendo la confessione pubblica della propria fede anche di fronte al rischio di persecuzioni, è altrettanto vero che il cristiano ha la capacità spirituale di riconoscere il Signore negli occhi dell’ultimo e dell’emarginato. Per cui san Luigi, dando la propria vita per il servizio degli appestati di Roma ha fatto esattamente questo: ha riconosciuto negli occhi di quei malati – specialmente di colui che si è caricato sulle spalle e che poi l’ha contagiato portandolo alla morte – gli occhi del Signore Gesù. E’ lui che si è caricato sulle spalle.
Nell’omelia della Madonna del Suffriagio, che ha coinciso con la solennità della Santissima Trinità, non si è non potuto sottolineare come l’affermazione del Signore «chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna» trova in Maria la concretizzazione migliore e che, proprio per la sua fede, ella non solo ha la vita eterna, ma aiuta tutti coloro che si affidano a lei ad arrivare alla sua stessa condizione, indicando nel Figlio l’unica via per la salvezza.




