L’Aula Magna del Convitto Nazionale di Tivoli ha fatto da cornice, l’8 maggio 2026, a un momento di profonda riflessione e celebrazione in occasione del conferimento del Premio Igino Giordani a Monsignor Stefano Russo, Vescovo delle diocesi di Velletri-Segni e di Frascati. L’evento si è trasformato in un’occasione preziosa per guardare al futuro, mettendo al centro non solo i meriti del premiato, ma anche il ruolo cruciale delle nuove generazioni. Monsignor Russo è stato scelto come “Personalità dell’Anno” per la sua capacità di incarnare quei valori di dialogo e fraternità che furono cari a Giordani, operando quotidianamente per costruire ponti tra culture e fedi diverse attraverso uno stile di vita improntato alla spiritualità dell’unità e al servizio del bene comune.
Proprio in questo solco di apertura e costruzione, la figura dei giovani è emersa come protagonista assoluta della giornata. Il premio a Russo, infatti, non è stato inteso solo come un tributo alla carriera, ma come il passaggio di un testimone ideale verso i ragazzi, chiamati a essere i veri artefici di una società più coesa. Monsignor Russo ha espresso questo legame profondo definendo il riconoscimento un dono inaspettato che lo onora e, al tempo stesso, lo sprona a rinnovare il suo impegno educativo e pastorale. Nelle sue parole è risuonata la convinzione che ciò che riceviamo deve essere trasformato in un dono per gli altri, specialmente per i giovani che hanno bisogno di modelli credibili per credere nella forza del dialogo.
La cerimonia, promossa dal Movimento dei Focolari e dalle diocesi di Tivoli e Palestrina, ha evidenziato come l’esempio di Russo possa ispirare le nuove generazioni a non aver paura di impegnarsi nella cosa pubblica e nel sociale. Il Vescovo ha sottolineato che essere protagonisti oggi significa coltivare un’attenzione costante verso l’altro, trasformando la fraternità da concetto astratto a pratica politica e umana. In un clima di grande partecipazione, alla presenza di autorità e studenti, il Premio Igino Giordani 2026 ha così riaffermato che la strada per un futuro di pace passa inevitabilmente attraverso l’investimento sulla freschezza e sull’energia dei giovani, guidati dalla saggezza di chi ha fatto del dialogo la propria missione.



