Nella semplicità, ma con una passione che travolge. Questo è il sentimento che restituisce la lettura delle tante iniziative e celebrazioni organizzate dalle varie parrocchie della diocesi di Velletri-Segni per la Settimana Santa. Programmi intensi quelli scritti nelle locandine colorate, diffuse sui canali social e con il passa parola. Un tratto distintivo e comune: quello di essere insieme a celebrare e vivere la settimana più importante dell’anno. Insieme, mai in modo banale o scontato, ma sempre con entusiasmo e tanta energia nel donarsi e nel porsi a servizio. Siamo chiamati a portare nel mondo di oggi un messaggio di speranza e rinascita, in un tempo liturgico che ci accompagna a vivere e condividere un cammino di fede, riflessione e preghiera insieme a tutta la comunità. I riti della Settimana Santa organizzati in ogni parrocchia lo evidenziano e lo sottolineano. Così, la partecipazione alle celebrazioni diventa occasione di incontro e condivisione: invitano ciascuno a rinnovare la propria fede dal profondo del cuore. Sempre coinvolgente e desiderata è la visita alle famiglie per le benedizioni; così come la partecipazione attiva dei giovani ai riti della Settimana e in particolare alla veglia del giovedì Santo. La Via Crucis del venerdì Santo che è partecipazione autentica nelle città della diocesi: un momento di raccoglimento che ricorda come il Vangelo vissuto con semplicità cambia veramente la vita.
Vivere pienamente “l’annuncio del Vangelo a difesa dell’uomo”, riprendendo le parole di Papa Leone pronunciate durante l’Omelia nella Cattedrale dell’Immacolata Concezione, in occasione del suo recente viaggio apostolico, compiuto sabato 28 marzo presso il Principato di Monaco. Si tratta del secondo viaggio dall’inizio del pontificato, dopo quello in Turchia e Libano tra fine novembre e inizio dicembre 2025.
“Desiderando che tutti accolgano la buona notizia dell’amore del Padre, Gesù si schiera come “avvocato” soprattutto a difesa di coloro che erano ritenuti abbandonati da Dio e che sono giudicati dimenticati ed emarginati, facendosi voce e volto del Dio misericordioso che «difende i diritti di tutti gli oppressi» (Sal 103,6)”, ha sottolineato il Papa. “Penso allora a una Chiesa chiamata a farsi “avvocato”, cioè a difendere l’uomo: tutto l’uomo e tutti gli esseri umani”. Il richiamo è all’Annuncio del Vangelo che come primo servizio deve: “illuminare la persona umana e la società affinché, alla luce di Cristo e della sua Parola, scoprano la propria identità, il significato della vita umana, il valore delle relazioni e della solidarietà sociale, lo scopo ultimo dell’esistenza e il destino della storia”.
Rivolgendosi ai giovani e ai catecumeni nell’area antistante la Chiesa di Santa Devota il Papa Leone ha sottolineato che c’è “bisogno di preghiera, di spazi di silenzio, di ascolto, per far tacere la frenesia del fare e del dire, dei messaggi, dei reel, delle chat, e per approfondire e gustare la bellezza dell’essere veramente e concretamente insieme” e richiamando la “risposta alla domanda di Ethan sulla preparazione prossima a ricevere il Battesimo la notte di Pasqua” ha invitato a “vivere la Settimana Santa, nella contemplazione dei misteri della Passione, in un clima di ascolto della voce dello Spirito e di ciò che succede nel proprio cuore, facendone l’occasione per una serena e profonda revisione della propria vita, passata e presente”.
Costantino Coros



