Il 24 gennaio è una data molto importante per la Comunità Sorda perché si festeggia il suo santo patrono: san Francesco di Sales, che ha evangelizzato con i segni un ragazzo sordo, Martino, di cui si è preso cura fino alla morte. Ha lasciato un insegnamento significativo, molto forte, dimostrando con l’esempio pratico, che le barriere comunicative si possono superare quando a parlare è solo il cuore.
La tenerezza, la delicatezza, la pazienza e l’amore sono i pilastri di una vita di santità quotidiana accessibile a tutti anche per coloro che vivono il silenzio. Ripeteva spesso che solo il cuore è in grado di parlare al cuore, che la dolcezza dell’anima espressa in parole e segni arriva direttamente nell’intimo di ogni uomo facendo sbocciare e crescere il bene che vive in ognuno di noi. Proprio da questa grande aspirazione, come ogni anno, la Comunità Sorda appartenente all’Associazione Valle del Sacco di Valmontone è fiera di celebrare questa solennità.
L’associazione è stata fondata nel 2004 come centro di aggregazione sociale, culturale, sportivo e spirituale delle persone sorde. Fin da subito si è prodigata ad ufficializzare le feste religiose più loro sentite: come l’8 dicembre, festa dell’Immacolata Concezione, il 24 gennaio, san Francesco di Sales e la festività delle Palme. Tutto ciò è stato possibile grazie all’entusiasmo e alla buona volontà di tutti gli associati che hanno trovato nella comunità parrocchiale di Sant’Anna una festosa e calorosa accoglienza.
Per anni sono stati attori e spettatori passivi ed isolati in un mondo utente. Lo sono tutt’ora quando nelle funzioni religiose e civili in generale manca la figura professionale dell’interprete LIS, la Lingua dei Segni Italiana, che ha lo specifico dono e compito di far interagire il mondo dei sordi con quello udente.
La comunità di Sant’ Anna ha sempre condiviso alcuni segni di fraternità durante la Santa Messa., in più l’affetto e la generosa ospitalità permangono nel tempo e sono continuate. Il calore, la benevolenza, l’attenzione e, soprattutto, la felicità di vivere insieme celebrazioni spirituali forti e intense sono sempre il frutto di una condivisione attenta e di una partecipazione attiva in cui chiunque può vedere la bellezza delle emozioni che traspaiono dai volti di chi partecipa a questi semplici ma profondi momenti di grazia. Ciascuno poi ne fa un tesoro prezioso da custodire e ricordare nel proprio cuore.
Ricordiamoci sempre che solo il cuore parla al cuore e che il bene così comunicato diventa un’opera d’arte di vita quotidiana.
Buon cammino di santità a tutti, nessuno escluso!
Paola Pacchiarini



