Veglia vocazionale diocesana (Velletri-Segni): “Aspirate alla santità, ovunque siate”

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La Diocesi Suburbicaria Velletri-Segni, in occasione della 63ª Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni, ha proposto un cammino di spiritualità culminato nella Veglia di Preghiera presieduta dal Vescovo Stefano, la sera dell’8 maggio presso la Chiesa Santa Maria delle Letizie ad Artena. Il tema dell’incontro, ispirato dal magistero di Papa Leone XIV, è un imperativo di speranza: “Aspirate alla santità, ovunque siate”.

​L’itinerario liturgico ha mirato a risvegliare la consapevolezza che ogni vita è una chiamata. Attraverso tre verbi cardine — fermatevi, ascoltate, affidatevi — i fedeli sono invitati a maturare il dono della vocazione, sia essa vissuta nel matrimonio, nel ministero ordinato, nella vita consacrata o nel laicato attivo.

​La celebrazione si è aperta con l’invocazione corale “Come Tu mi vuoi”, un canto che esprime il desiderio profondo di lasciare che la volontà di Dio si compia nella propria vita. La guida ha introdotto i partecipanti alla dimensione dell’interiorità: lo Spirito di Dio abita nei cuori e la preghiera è lo strumento per coltivare l’amicizia con Gesù. L’orazione iniziale ha definito il Padre come “sorgente di ogni vocazione”, invocando uno Spirito che susciti cuori generosi capaci di trasformare le comunità in luoghi di carità ardente, dove ogni chiamata possa nascere e crescere.

​FERMATEVI – la via della bellezza

​La prima fase del cammino affronta la necessità di interrompere il rumore del mondo. Al centro vi è la figura di Gesù come il “Pastore Bello” (Gv 10).

​La Bellezza dello Spirito: A differenza dei canoni estetici umani, la bellezza di Cristo risiede nella verità del Suo sacrificio. È un Pastore che affascina perché offre la vita. Per coglierne la profondità non bastano gli occhi, ma occorre la contemplazione.

Il sussidio ha richiamato il celebre monito agostiniano: “Rientrate nel vostro cuore. Dove volete andare lontano da voi?”. L’alienazione dell’uomo nasce dal vagabondare fuori di sé. Rientrare nell’interiorità significa ritrovare l’immagine di Dio e lasciarsi trasfigurare. La vocazione non punta solo a rendere l’uomo “buono”, ma “bello”, capace di irradiare una luce spirituale che testimonia la presenza viva di Cristo nel mondo.

Alla fine di questa prima tappa c’è stata la testimonianza, ricca di riflessioni, di un sacerdote diocesano.

​ASCOLTATE – il silenzio che genera vita

​La seconda tappa ha esplorato la reciprocità della chiamata. Dio ci conosce per nome — ha contato persino i capelli del nostro capo — e attende di essere conosciuto a sua volta attraverso la preghiera e i Sacramenti.

La vocazione non è una dottrina astratta, ma un incontro personale. Come il giovane Samuele, ogni fedele deve imparare a distinguere la voce del Signore.

La lettura del Vangelo di Giovanni (Gv 15) ricorda che la fecondità della vita dipende dal “rimanere” in Lui. Senza questo legame vitale, l’esistenza appassisce.

Dopo la proclamazione del Vangelo, è seguita l’omelia del Vescovo Stefano che ha approfondito alcuni passaggi del messaggio del Papa.

Un momento simbolico ha caratterizzato questa fase: sono state offerte delle bustine contenenti una piccola quantità di sabbia che simboleggia il deserto, inteso come spazio biblico dell’intimità e dell’ascolto, dove il cuore può finalmente udire la voce di Dio che parla con amore.

AFFIDATEVI

​L’ultimo passaggio ha riguardato il coraggio dell’abbandono. Affidarsi significa fidarsi della fedeltà di Dio anche quando i Suoi piani sconvolgono i nostri progetti personali.

Giuseppe è l’icona di questa tappa. Egli accoglie il mistero affidandosi a un sogno divino, anche quando tutto intorno sembra oscurità. La sua è una fiducia totale che vince la paura.

La vocazione è un cammino di perseveranza. Anche attraverso le “ore buie” e le crisi, la certezza che Cristo è il Signore della storia permette alla chiamata di maturare e di riflettere la bellezza di colui che ci ha amati per primo.

Alla fine di questa terza tappa c’è stata un’altra testimonianza di vita di una consacrata presente in diocesi.

​La veglia è culminata con un’invocazione allo Spirito Santo affinché faccia fiorire in ciascuno la propria vera vocazione, portando a compimento il desiderio di santità. Il messaggio finale di Papa Leone XIV è risuonato come un mandato per ogni partecipante: ​”Aspirate a cose grandi, alla santità, ovunque siate. Non accontentatevi di meno. Allora vedrete crescere ogni giorno, in voi e attorno a voi, la luce del Vangelo”.

Equipe centro diocesano vocazionale

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