Nel decimo anniversario dell’Ordinazione Episcopale del nostro Vescovo Stefano, i sacerdoti e la diocesi tutta innalzano a Dio la preghiera di lode e di ringraziamento per la chiamata ad essere pastore e guida della nostra Chiesa.
Mons. Russo è stato nominato vescovo di Fabriano-Matelica il 18 marzo 2016 da papa Francesco e ha ricevuto l’ordinazione episcopale il 28 maggio successivo nella cattedrale di Ascoli Piceno dal cardinale Edoardo Menichelli.
L’augurio che vogliamo rivolgere al nostro vescovo è quello di essere sempre di più testimone della risurrezione e annunciatore instancabile della Parola di Dio, per condurre la nostra Chiesa e quella sorella di Frascati verso la città celeste, sotto lo sguardo e la protezione di Maria.
L’esercizio dell’episcopato nella Chiesa locale (da Christus dominus, nn. 11-12.15-16)
«I vescovi devono svolgere il loro ufficio apostolico come testimoni di Cristo al cospetto di tutti gli uomini, interessandosi non solo di coloro che già seguono il Principe dei pastori, ma dedicandosi anche con tutta l’anima a coloro che in qualsiasi maniera si sono allontanati dalla via della verità, oppure ignorano ancora il Vangelo di Cristo e la sua misericordia salvifica; così agiranno, fino a quando tutti quanti cammineranno “in ogni bontà, giustizia e verità” (Ef 5,9).
[…] Nell’esercizio del loro ministero di insegnare annunzino agli uomini il Vangelo di Cristo, che uno dei principali doveri dei vescovi e ciò facciano, nella forza dello Spirito, invitando gli uomini alla fede o confermandoli nella fede viva. Propongano loro il mistero integrale di Cristo, ossia quelle verità che non si possono ignorare senza ignorare Cristo stesso; e additino contemporaneamente alle anime la via da Dio rivelata, che conduce gli uomini alla glorificazione del Signore e con ciò alla loro eterna felicità.
[…] Nell’esercizio del loro ministero di santificazione, i vescovi si ricordino bene di essere stati scelti di mezzo agli uomini e di essere stati investiti della loro dignità per gli uomini in tutto ciò che si riferisce a Dio, affinché offrano doni e sacrifici per i peccati. Infatti i vescovi hanno la pienezza del sacramento dell’ordine; e da loro dipendono, nell’esercizio della loro potestà, sia i presbiteri, che sono stati anch’essi consacrati veri sacerdoti del Nuovo Testamento perché siano prudenti cooperatori dell’ordine episcopale, sia i diaconi, che in unione col vescovo ed al servizio del suo presbiterio sono destinati al ministero del popolo di Dio. I vescovi perciò sono i principali dispensatori dei misteri di Dio e nello stesso tempo organizzatori, promotori e custodi della vita liturgica nella Chiesa loro affidata.
[…] Nell’esercizio del loro ufficio di padri e di pastori, i vescovi si comportino in mezzo ai loro fedeli come coloro che servono come buoni pastori che conoscono le loro pecorelle e sono da esse conosciuti, come veri padri che eccellono per il loro spirito di carità e di zelo verso tutti e la cui autorità ricevuta da Dio incontra un’adesione unanime e riconoscente. Raccolgano intorno a sé l’intera famiglia del loro gregge e diano ad essa una tale formazione che tutti, consapevoli dei loro doveri, vivano ed operino in comunione di carità».



