Il brano di Matteo (22, 34-40) si apre con un tentativo dei farisei di mettere alla prova Gesù, ma si trasforma rapidamente nella sintesi più luminosa e profonda dell’intera fede cristiana. Alla domanda insidiosa su quale sia il grande e fondamentale comandamento della Legge, Gesù risponde unendo in un unico sguardo due testi già ben noti alla tradizione ebraica: il precetto di amare Dio con tutto il cuore, con tutta l’anima e con tutta la mente, e quello di amare il prossimo come se stessi.
La straordinaria genialità e la forza rivoluzionaria di questa risposta non consistono nell’introdurre una norma del tutto inedita, bensì nel legare in modo indissolubile la dimensione verticale della fede, rivolta al Mistero divino, con quella orizzontale, incarnata nella relazione quotidiana e concreta con l’altro. Gesù stabilisce così un principio fondamentale: l’amore per Dio e l’amore per l’uomo non sono due realtà separate o in competizione tra loro, ma rappresentano due facce della medesima medaglia. Non si può, infatti, pretendere di amare un Dio invisibile se allo stesso tempo si trascura, si giudica o si indurisce il cuore di fronte al fratello che si incontra lungo la strada. Allo stesso modo, ogni slancio di amore e di cura per il prossimo trova la sua radice più profonda, la sua gratuità e la sua linfa vitale proprio nell’apertura al mistero di Dio e nel riconoscersi prima di tutto riamati da Lui.
Dichiarando che da questi due comandamenti dipendono tutta la Legge e i Profeti, Gesù compendia l’intera Scrittura e ne offre la vera chiave interpretativa. Il culmine di ogni cammino spirituale e di ogni esperienza di fede non risiede nell’osservanza rigida e formale di un codice di precetti astratti o di precisi doveri religiosi, ma nella qualità profonda delle relazioni che si riescono a edificare. La risposta di Gesù invita a superare ogni tentazione di legalismo per riscoprire il cuore della vita credente: fare della propria esistenza un dono d’amore autentico, capace di accogliere l’altro e di riflettere, nella vita di ogni giorno, la presenza stessa di Dio.




