Quando si parla di Caritas, l’immagine più immediata è spesso quella della distribuzione di generi alimentari e di aiuti materiali. Ma il servizio della Caritas va oltre la risposta al bisogno immediato e trova le sue radici nella storia e nel mandato di Caritas Italiana.
Caritas Italiana nasce il 2 luglio 1971 per iniziativa della Conferenza Episcopale Italiana, nel clima di rinnovamento della Chiesa seguito al Concilio Vaticano II. Lo Statuto, all’articolo 1, le attribuisce una «prevalente funzione pedagogica», accanto alla promozione della testimonianza della carità della comunità ecclesiale, con particolare attenzione agli ultimi. Tra i suoi compiti vi sono l’animazione della comunità, la conoscenza dei bisogni e delle loro cause, la promozione del volontariato e della formazione e la costruzione di interventi di carattere promozionale e, ove possibile, preventivo.
È dentro questa visione che si colloca il lavoro della Caritas Diocesana Velletri-Segni e, in particolare, del Centro di Ascolto Diocesano (CDAD).
Al CDAD arrivano dai Centri di Ascolto Parrocchiali le situazioni più gravi e complesse: difficoltà economiche, sanitarie, lavorative, relazionali e psicologiche. Il Centro rappresenta un punto di riferimento per parrocchie, volontari, cittadini e famiglie, offrendo soprattutto ascolto, orientamento e accompagnamento.
Da gennaio ad aprile 2026 sono state accompagnate 184 persone, attraverso progetti educativi rivolti ai bisogni primari e relazionali.
A questi interventi si affianca il progetto di microcredito sociale “Mi Fido di Noi”, che consente, quando esistono condizioni di sostenibilità e garanzia del rimborso, di accedere a piccoli finanziamenti. Anche in questo caso il sostegno economico si inserisce in un percorso fondato sulla fiducia, sull’accompagnamento e sulla responsabilità condivisa.
L’aiuto materiale può dunque rappresentare il primo passo di un percorso più ampio: comprendere le cause della difficoltà, riconoscere le risorse della persona, attivare quelle presenti sul territorio e costruire insieme possibili soluzioni. Il “pacco” può essere parte della relazione, ma la prospettiva è quella di accompagnare la persona verso una maggiore autonomia e capacità di scelta.
La Caritas Diocesana investe nella formazione dei volontari e degli operatori e nel coordinamento dei Centri di Ascolto Parrocchiali, attraverso incontri di verifica, confronto e formazione.
Sono inoltre attivi diversi servizi nati dall’osservazione dei bisogni del territorio. Tra questi “SOS Ascolto”, dedicato al sostegno di volontari e cittadini; “SOS Liste d’Attesa”, che accompagna le persone nell’accesso ai servizi sanitari; e “Oltre l’Invisibilità”, sportello dedicato alla prevenzione della violenza e del bullismo, che coinvolge diverse professionalità volontarie.
Nel 2025 è stato inoltre avviato il progetto “Stazioni di Posta”, realizzato in collaborazione con la Cooperativa Il Melograno nei territori di Valmontone, Colleferro e Segni. Il progetto, conclusosi nel giugno 2026, ha portato l’ascolto direttamente nei territori, attraverso la collaborazione con le parrocchie e il raccordo con i servizi e i professionisti.
Queste esperienze nascono dalla consapevolezza che le fragilità raramente si presentano isolate. Una difficoltà economica può intrecciarsi con un problema abitativo o sanitario; la perdita del lavoro può avere conseguenze sulla vita familiare e sul benessere psicologico. Per questo diventa fondamentale costruire reti con servizi sociali, ASL, scuole, parrocchie e realtà territoriali.
La dimensione educativa è quindi parte essenziale del lavoro della Caritas: conoscere le povertà, interrogarsi sulle loro cause, formare volontari e operatori, promuovere responsabilità e prevenzione.
Su questa linea è partito a settembre il nuovo percorso di formazione rivolto ai volontari, nuovi e già attivi: nove incontri mensili da settembre a maggio, con una giornata comunitaria prevista per giugno 2027, dal titolo “Dal pacco alla relazione progettuale”.
Il titolo esprime una prospettiva che appartiene al modo stesso di intendere il servizio: partire dal bisogno concreto per arrivare alla persona; dall’emergenza alla comprensione della situazione; dalla risposta immediata alla costruzione di percorsi.
Perché la carità non riguarda soltanto chi riceve aiuto. Riguarda una comunità intera, chiamata a conoscere le fragilità del proprio territorio, a interrogarsi sulle loro cause e a costruire insieme risposte capaci di promuovere dignità, autonomia e partecipazione.
Emanuela Nanni, Responsabile Centro di Ascolto Diocesano Caritas Velletri- Segni




