«È Coraggio all’Opera!». È questo il grido di gioia e di entusiasmo che per due intense settimane, dal 13 al 17 e dal 20 al 24 luglio, è risuonato negli ambienti della Parrocchia di San Martino Vescovo di Tours (Velletri). Due settimane in cui la routine estiva si è trasformata in un vero e proprio viaggio nel tempo, che ha condotto i bambini, gli animatori e i sacerdoti nella Firenze del Rinascimento; luogo di avventure e grandi sfide architettoniche, in cui tra botteghe d’arte e bozzetti, i bambini hanno aiutato i nostri protagonisti a realizzare il loro sogno: progettare la facciata di Santa Maria Novella. Attraverso le drammatizzazioni quotidiane, i laboratori e le grandi sfide a squadre, il “Lapis”, la matita che traccia, disegna e costruisce, è diventato il simbolo della capacità che ciascun cristiano possiede: quella di lasciare un’impronta buona e indelebile nel mondo.
Il tema centrale su cui ci si è interrogati è stato il coraggio della testimonianza. In un tempo in cui spesso bambini e adolescenti crescono schiacciati dalla paura del giudizio, dall’ansia da prestazione e dalla tentazione di nascondersi per conformarsi alla massa, la proposta di “Lapis” ha voluto indicare una strada diversa. Il coraggio non è l’assenza di paura, né la forza spettacolare di un supereroe solitario, ma la capacità quotidiana di attraversare le proprie fragilità, di fare il bene anche quando costa e di passare dall’“io” al “noi”. Un coraggio radicato nella certezza di sentirsi amati da Dio e di poter diventare, a propria volta, matite nelle Sue mani per scrivere storie di speranza.
L’edizione di quest’anno ha portato con sé il dono della sinodalità; per la prima volta, infatti, l’organizzazione e la gestione del Grest sono state interamente progettate e condotte in sinergia dai Settori Giovani di Azione Cattolica della Parrocchia di San Martino e dell’Unità Pastorale di Velletri. Un cantiere vivace di creatività, amicizia, fede e condivisione, in cui i giovani animatori hanno sperimentato la collaborazione e la corresponsabilità.
Seguendo l’esempio di San Girolamo, di accoglienza e cura nei confronti dei più piccoli, il Grest ha avuto come primaria finalità quella di dare la possibilità a tutti i bambini di partecipare, scegliendo di non stabilire una quota fissa.
Guardando i volti stanchi ma felici dei ragazzi durante la festa finale, e ripensando all’energia spesa dai giovani dell’Azione Cattolica, si comprende quanto questo Grest abbia piantato semi profondi. Non si è trattato soltanto di occupare il tempo libero estivo, ma di sperimentare una Chiesa viva, capace di uscire, di cooperare e di mettersi in ascolto delle nuove generazioni. Il Grest si è concluso, ma le matite rimangono temperate e pronte: il segno che questi giovani hanno tracciato a San Martino e nell’Unità Pastorale di Velletri continuerà a raccontare il coraggio di chi sceglie di mettere l’amore all’opera.
Settore Giovani di Azione Cattolica di San Martino e Unità Pastorale Velletri




