Sabato mattina 28 febbraio, intorno alle 11 del mattino, Largo Pericle Felici, a Segni, si è animato in un modo inconsueto. I passanti occasionali si domandavano l’un l’altro: ma che è successo? Che c’è? Perché tutta sta gente?
Niente di allarmante, soltanto l’impossibilità di trovare un parcheggio, come mai?
Si erano dati appuntamento i “ragazzi” che dal 1976 ad oggi hanno dato vita al Coro Giovanile di Segni e che continuano a svolgere questa bella attività. Intanto i convenuti erano convogliati nel Salone Pio XI e invitati a registrare la propria presenza, accolti da un sottofondo musicale di vecchi successi del Coro: il Concerto a Firenze (1978) e a Jaujac (Francia 1989) o Raccolte di canti registrati nell’arco di una attività pluridecennale.
Ma la cosa bella è stata lo stupore di rivedersi con vecchi amici, una volta “capelloni”, oggi diventati nonni con qualche capello bianco! Emozionante la meraviglia nel fissare la faccia di qualcuno o qualcuna e poi esclamare “ma si’ proprio tu? Si’ sicuro?”.
Abbracci, ricordi e aneddoti. E’ stato un susseguirsi continuo e confuso di saluti sinceri e veri, all’insegna della spontaneità e della cordialità, della familiarità e dell’amicizia.
Nulla di organizzato o istituzionale, ma una “simpatica rimpatriata”, che tutti desideravano e aspettavano con tanta impazienza.
Poco prima delle 12, anche se con fatica perché ognuno voleva continuare a raccontarsi e ad ascoltare, ha preso la parola Don Franco per un breve saluto e per presentare alcuni appuntamenti messi in calendario per quest’anno giubilare, invitando i presenti anche a dare suggerimenti e a proporre iniziative.
È stata annunciata anche la data per la celebrazione ufficiale del 50esimo: Sabato 11 aprile 2026, con un Concerto del Coro nella Cattedrale di Segni.
Questo appuntamento avrà una bella novità: tanti ex coristi parteciperanno come attenti spettatori interessati, e un bel numero sarà “protagonista”, perché si affiancheranno all’attuale organico del Coro Giovanile per riproporre vecchi successi del nostro repertorio. Unica condizione, la partecipazione attenta alle necessarie e insostituibili prove.
È un bel segno di collaborazione, di amicizia e di riconoscenza.
Poco dopo è iniziata la celebrazione della santa Messa per un sincero ringraziamento al Signore che ci ha dato la possibilità di partecipare attivamente alle attività del Coro e un doveroso ricordo ai nostri amici, coristi e non, deceduti nel corso degli anni e che hanno condiviso con noi parte del cammino della nostra storia.
Momento significativo la spontanea Preghiera dei fedeli, in un profondo clima di ascolto e partecipazione, carico di tante emozioni. Il suono dello storico organo Morettini, magistralmente “manovrato” dal nostro Antonio, ha accompagnato il canto corale sgorgato dall’intimo del cuore di tutti.
E come giustamente si conviene, il tutto si è concluso con un solenne momento conviviale, fraterno e familiare, e con un “Arrivederci” a sabato 11 aprile.



