Presepe vivente (Colleferro): Presepe vivente nei rifugi, edizione in ricordo di Renzo Rossi

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Domenica 21 dicembre, in Colleferro, si è svolto l’evento “Presepe vivente nei Rifugi, edizione in ricordo di Renzo Rossi”, una rappresentazione della Natività con un allestimento unico nel suo genere: all’interno di una porzione dei rifugi antiaerei cittadini – che in realtà si estendono per chilometri sotto la Città – facendone, come ha spiegato il sindaco Pierluigi Sanna, “il presepe vivente più profondo d’Italia”, con una profondità che raggiunge i 45 metri.

Un’edizione, a cura della Pro Loco Città di Colleferro Associazione di Promozione Sociale (APS) e dell’Azione Cattolica parrocchiale chiesa di Santa Barbara e con il patrocinio del Comune di Colleferro, in memoria, come si evince dal titolo, di Renzo Rossi, lo storico per eccellenza di Colleferro venuto a mancare nel 2022, che ha dedicato gran parte della sua vita e varie pubblicazioni a far conoscere la storia della Città attraverso la consultazione di archivi fotografici e documentali; gestendo anche i rifugi antiaerei (originariamente tunnel sotterranei per l’estrazione della pozzolana), così da renderli fruibili ai visitatori e farli conoscere alle nuove generazioni quali luoghi in cui, nella seconda guerra mondiale, specie tra il 1943 e il 1944, si è svolta la vita quotidiana dei colleferrini, con matrimoni, nascite, angoli per dormire, nutrirsi, curarsi ecc.. Lo stesso Rossi era stato fra gli organizzatori di alcune precedenti edizioni di questa originalissima messa in scena natalizia.

Con orario 10/12 e 16/18, le visite sono state scaglionate in gruppi di 20 persone per una durata di 15 minuti ognuna.

Accompagnati, attraverso i cunicoli sotterranei, dai versi de “La Notte Santa” di Guido Gozzano (1914), gli spettatori hanno potuto assistere, tra figuranti travestiti da popolani, Re Magi, locandieri, mercanti e angeli, al pellegrinare di Maria, ormai prossima al parto, e Giuseppe alla ricerca di un alloggio in cui riposare e che trovano, infine, dopo essere stati respinti da tutte le locande a cui si erano rivolti, in una grotta sovrastata da una stella cometa, che hanno condiviso con un bue e un asinello e in cui Maria ha dato alla luce Gesù Bambino.

In conclusione, si citano le parole del sindaco rilasciate durante un servizio per l’edizione regionale del Tg3: “Il pensiero va a Gaza, in Ucraina e negli altri teatri di guerra – dice Sanna – in cui i bambini sono costretti a nascere in una grotta, in dei rifugi antiaerei, sotto le bombe che piovono dal cielo. Costretti a nascere e in alcuni casi a morire. Questa rappresentazione è dunque un momento di riflessione, di avvicinamento al Natale e di tenuta forte del concetto di pace come principio assoluto”.

Giovanni Zicarelli

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