Prot. n° RSS 40/2025
Ai presbiteri e ai diaconi in servizio pastorale e ai Consigli pastorali e per gli affari economici delle parrocchie unite sotto la cura pastorale di un unico parroco o di più parroci in solidum e a tutte le parrocchie e fedeli della diocesi.
Iniziando il mio servizio come pastore della diocesi ho potuto constatare la presenza di alcune cosiddette unità pastorali, cioè di più parrocchie affidate alla cura pastorale di un solo parroco o di parroci in solidum. Ritengo che le scelte operate in questa direzione, non solo sono opportune, ma hanno bisogno di essere rafforzate.
Queste esperienze già in atto, nonostante le comprensibili fatiche iniziali – sia dei parroci impegnati che delle comunità coinvolte – e senza voler nascondere alcune difficoltà ancora presenti, si stanno manifestando fruttuose, lì dove si è optato per un progetto pastorale comune e condiviso tra le diverse comunità interessate.
Anche se a prima vista la scelta di affidare più parrocchie ad un unico parroco è dettata dalla scarsità di sacerdoti, il motivo più profondo lo si ritrova nel processo sinodale che le Chiese in Italia hanno avviato. Da questo, infatti, sono emerse, come priorità di rinnovamento delle comunità cristiane, le necessità: di una maggiore comunione tra le comunità cristiane – partendo da una più profonda conoscenza tra di loro –; di una riscoperta della corresponsabilità di tutti i battezzati alla vita e alla gestione della comunità – collaborando anche nel discernimento delle scelte da compiersi –; e di una più attenta formazione spirituale e umana integrale. Questo affinché l’attività pastorale sia più incisiva, specie sotto l’aspetto missionario e della testimonianza evangelica.
Essendo questa una realtà nuova per la nostra Chiesa locale, inizialmente si è scelto di non dare delle chiare indicazioni pastorali o amministrative, lasciando che l’esperienza sul campo indicasse le priorità e le scelte da compiere.
A questo punto del percorso, però, e tenendo conto del fatto che queste esperienze possono e debbano ripetersi anche con altre parrocchie della diocesi, ritengo opportuno dare alcune istruzioni pastorali, con l’obiettivo di sostenere i parroci e coloro che a vario titolo collaborano con loro in questo tipo di realtà, a partire dai Consigli pastorali parrocchiali.
Si tratta di indicazioni – alcune più specifiche e di immediata realizzazione, altre più generiche e che richiedono più tempo di attuazione – che ogni realtà dovrà adattare al proprio contesto, ma che comunque dovranno essere applicate, con la giusta gradualità, per arrivare a sentirsi parte di una comunità, che non ha più i confini della singola parrocchia di appartenenza, ma quelli dell’intera unità pastorale. Infatti, il solo fatto che più parrocchie vengano costituite in una unità di tipo pastorale con la nomina del medesimo parroco, o di più parroci in solidum, costituisce un’indicazione chiara che esse debbano iniziare un processo di comunione effettiva, che orienti verso un cammino comune e condiviso.
Con i dovuti distinguo, queste istruzioni si applicano anche alle singole parrocchie, specialmente lì, dove l’esistenza di chiese sussidiarie o rettorie comporta la compresenza di comunità cristiane che si riconoscono in diversi luoghi di culto o di comunità.
Tutto ciò considerato,
DECRETO
la promulgazione della seguente Istruzione per le unità pastorali.
Queste istruzioni devono considerarsi valide dal momento della loro promulgazione e quindi chiedo alle diverse comunità interessate di accoglierle e iniziare, per prima cosa, un processo di verifica rispetto a quanto qui esposto.
Sarà cura del parroco trovare i modi più adeguati a iniziare ad attivare il processo di verifica e di programmazione di quanto di seguito richiesto e suggerito, ferma restando la mia disponibilità e dei miei vicari – e quella degli uffici diocesani o di miei personali delegati – ad affiancarsi subito alle diverse comunità per accompagnare il processo di ricezione e di attuazione.
Questa istruzione è il frutto di un cammino condiviso ed espressione del processo sinodale. Abbiamo passato diverso tempo cercando di porci in ascolto di quello che lo Spirito dice anche alla nostra Chiesa, cercando il contributo di tutti. In questo processo, al tempo dell’ascolto è succeduto quello del discernimento attraverso, principalmente, il confronto con gli organismi di partecipazione e il concorso di chi, in prima persona, è chiamato ad operare in alcune delle unità pastorali già presenti. La fine di tutto questo cammino vede, adesso, il mio ruolo di pastore chiamato in causa in prima persona, per operare queste scelte che ritengo essere le più adeguate alle esigenze emerse. Mi aspetto, dunque, un’adesione piena a quanto su esposto, anche come atteggiamento di rispetto e di ringraziamento per tutto il processo che c’è stato fino a questo punto.
Affidiamo queste istruzioni e il processo di cammino comune che vogliono sostenere all’intercessione di Maria, la quale, in preghiera con gli Apostoli, ha atteso il dono dello Spirito sulla Chiesa nascente, perché sia Esso a suggerire a tutti la giusta strada da percorrere per una rinnovata attività pastorale e missionaria delle nostre comunità, all’insegna della comunione e della condivisione.
Dato in Velletri, dalla residenza episcopale, 12 dicembre 2025
Stefano Russo, vescovo
mons. Angelo Mancini, cancelliere



