Da secoli nella Chiesa il mese di maggio è dedicato in modo particolare a Maria. È questo il segno di una solida fede, espressione di una variegata pietà popolare che esprime in mille modi la grande venerazione riservata a Maria, la Madre di Gesù. Ma per essere in linea con l’anno liturgico, doverosamente bisogna subito rimarcare che
il tempo mariano per eccellenza è l’Avvento! Lo ribadisce e lo conferma il papa S. Paolo VI nella Esortazione Apostolica Marialis Cultus (1974): “I fedeli, che vivono con la Liturgia lo spirito dell’Avvento, considerando l’ineffabile amore con cui la Vergine Madre attese il Figlio, sono invitati ad assumerla come modello e a prepararsi per andare incontro al Salvatore che viene, vigilanti nella preghiera, esultanti nella sua lode. Vogliamo osservare come la Liturgia dell’Avvento, congiungendo l’attesa messianica e quella del glorioso ritorno di Cristo con l’ammirata memoria della Madre, presenti un felice equilibrio cultuale, che può essere assunto quale norma per impedire ogni tendenza a distaccare – come è accaduto talora in alcune forme di pietà popolare – il culto della Vergine dal suo necessario punto di riferimento, che è Cristo; e faccia sì che questo periodo – come hanno osservato i cultori della Liturgia – debba esser considerato un tempo particolarmente adatto per il culto alla Madre del Signore” (MC n° 4).
Ma allora, perché il mese di maggio è dedicato a Maria?
Prima di tutto perché coincide in gran parte con il Tempo Pasquale e Maria è la Prima Discepola che mette a frutto i doni della Pasqua e ci sostiene per rinascere a vita nuova, nel segno dell’amore, della condivisione, della missione! Ci stimola ad avere una capacità di perdonare, di ascoltare chi si trova in difficoltà ed è solo, a promuovere in lungo e in largo la giustizia e la pace e, con il dono dello Spirito a Pentecoste, a trasformare la paura in coraggio, l’indifferenza in attenzione, la pigrizia in operosa attività, la divisione in comunione.
Ma già nell’antica Grecia e nell’antica Roma il mese di maggio era dedicato alle dee pagane collegate alla fertilità e alla primavera. Infatti, è questo il mese della rinascita della natura e della fioritura delle rose. È un mese di rinnovamento e di bellezza naturale, simboleggia la purezza, la tenerezza e la fecondità spirituale, tutte qualità associate a Maria, considerata il “fiore più bello del giardino di Dio” (S. Bernardo). E allora questo mese è un periodo privilegiato per avvicinarsi a Maria, per affidarle le nostre intenzioni di preghiera e ricevere la sua materna intercessione.
Nel XIII secolo Alfonso X detto il saggio, re di Castiglia e Leon, in Las Cantigas de Santa Maria celebrava Maria come “Rosa delle rose, fiore dei fiori, donna fra le donne, unica signora, luce dei santi e dei cieli via”. E in un libretto devozionale dell’epoca ci si rivolgeva così alla Madonna: “Sii benedetta tu aurora nascente, sopra tutte le creature, e benedetto sia il prato fiorito di rose rosse del tuo bel viso, ornato con il fiore rosso rubino dell’Eterna Sapienza”.
Oggi, nel nostro calendario liturgico, durante il mese di maggio sono disseminate diverse memorie e ricorrenze mariane: l’8 maggio la supplica alla Madonna di Pompei, il 13 maggio la Beata Vergine Maria di Fatima, il 24 maggio Maria Ausiliatrice (anche se quest’anno cade nella domenica di Pentecoste), il 31 maggio la Visitazione di Maria a S. Elisabetta. Inoltre. Inoltre, il primo maggio abbiamo la memoria di S. Giuseppe lavoratore, spesso associato nella preghiera a Maria e il lunedì dopo la Pentecoste si celebra la memoria liturgica della Beata Vergine Maria Madre della Chiesa. Infine, non dimentichiamo che in molti Paesi ricorre in questo mese la festa (civile) della mamma (in Italia è la seconda domenica di maggio).
Per tutti questi motivi il mese di maggio diventa il tempo opportuno in cui i fedeli offrono a Maria “fiori spirituali”, cioè preghiere, atti di carità, gesti di conversione.
E veniamo anche nel nostro piccolo, nel nostro territorio: le grandi, storiche Solenni Processioni della Madonna delle Grazie (Velletri e Artena), con una folla oceanica di fedeli che partecipano con tanta devozione e spirito di sacrificio. Guai a mancare a questi appuntamenti annuale segnati in rosso sul calendario e stampati a caratteri cubitali nella mente e nel cuore di piccoli e grandi!
E poi, in tutte le nostre Comunità, piccole o grandi che siano, ci si industria in mille modi per onorare Maria, quasi si fa a gara per dimostrare chi è più bravo: tridui, novene, settimane di predicazione. Ci sono anche tante iniziative “private”, familiari o di vicinato, retaggio della tradizione presente nei nostri piccoli paesi; ci si radunava spontaneamente sotto quelle icone mariane che ancora oggi decorano le strette viuzze dei centri storici, segno indelebile dei tempi passati e che tramandano nei secoli l’amore del popolo a Colei che ci ha donato Gesù. Oggi ci si ritrova in famiglia, si recita il Rosario, si cantano le Litanie, si preparano “altarini” addobbati con fiori di campi, si offrono “fioretti”, piccoli sacrifici o opere buone offerte a Maria.
La Chiesa riconosce il valore della pietà popolare come via autentica di evangelizzazione e di esperienza della fede (cfr. Direttorio su pietà popolare e liturgia) e ci ricorda che queste pratiche aiutano il popolo di Dio a vivere il Vangelo giorno dopo giorno, nel solito tran tran quotidiano. Tutte queste belle e simpatiche devozioni ci devono aiutare a imitare le virtù di Maria: l’umiltà, l’ascolto della Parola, la disponibilità al servizio, la perseveranza nella preghiera.
Ben venga ogni anno il Mese di Maggio dedicato a Maria, con tutte le sue sfaccettature. Ma necessario e urgente è non ridurlo ad un evento straordinario o ad una emozionante e simpatica tradizione: il Mese Mariano continui ad essere un tempo privilegiato di preghiera e un punto di riferimento spirituale capace di unire tradizione, fede e vita vissuta con la Vergine Santissima, mediatrice di grazie, Madre di Gesù, Madre della Chiesa e Madre nostra.
GUARDA LA STELLA, INVOCA MARIA
Chiunque tu sia,
che nel flusso di questo tempo ti accorgi che,
più che camminare sulla terra,
stai come ondeggiando tra burrasche e tempeste,
non distogliere gli occhi dallo splendore di questa stella,
se non vuoi essere sopraffatto dalla burrasca!
Se sei sbattuto dalle onde della superbia,
dell’ambizione, della calunnia, della gelosia,
guarda la stella, invoca Maria.
Se l’ira o l’avarizia, o le lusinghe della carne
hanno scosso la navicella del tuo animo, guarda Maria.
Se turbato dalla enormità dei peccati,
se confuso per l’indegnità della coscienza,
cominci ad essere inghiottito dal baratro della tristezza
e dall’abisso della disperazione, pensa a Maria.
Non si allontani dalla tua bocca e dal tuo cuore,
e per ottenere l’aiuto della sua preghiera,
non dimenticare l’esempio della sua vita.
Seguendo lei non puoi smarrirti,
pregando lei non puoi disperare.
Se lei ti sorregge non cadi,
se lei ti protegge non cedi alla paura,
se lei ti è propizia raggiungi la mèta.
(San Bernardo da Chiaravalle)
don Franco Fagiolo



