Suor Maria Lilia: A cento anni dalla sua morte un messaggio ancora attuale

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Siamo ormai prossimi ad una data significativa per la nostra comunità diocesana. Il prossimo 1° aprile ricorre il primo Centenario della morte della Serva di Dio Suor Maria Lilia Mastacchini.

Anche se molti di noi ben conoscono le vicende legate al suo percorso di vita e al movimento generato dalla sua testimonianza, penso che possa essere una buona cosa fare in questa occasione sinteticamente memoria degli aspetti che con più evidenza risaltano ai nostri occhi e che hanno profondamente inciso nel nostro territorio. Si tratta di vicende che ci fanno vedere che quando ci si sforza nel proprio cammino di rispondere in modo generoso alla chiamata del Signore, spesso avvengono cose che non rimangono confinate semplicemente nell’ambito di una pur preziosa esperienza di fede ma si traducono in azioni, memorie, opere che costituiscono di fatto un beneficio per persone e famiglie indipendentemente dalla loro appartenenza particolare o alle loro convinzioni religiose. Possiamo ben dire che questo è proprio quello che è accaduto attraverso suor Maria Lilia. Non si tratta tanto di spiegare delle teorie quanto di riconoscere i benefici che ancora oggi ritornano a vantaggio delle famiglie del nostro territorio, nonostante che non ci siano più in vita religiose che appartengono a tale realtà. La testimonianza di suor Maria Lilia e delle sue compagne di viaggio è espressione della gratuità che caratterizza i figli di Dio quando capiscono che non c’è cosa più bella che possa accaderti nella vita di farne un dono al Signore e per le persone che Lui ti mette davanti nei sentieri che sei chiamato a percorrere.

Suor Maria Lilia nasce a Castell’Azzara (Gr) il 24 Maggio 1892, a 15 anni entra nel convento Francescano di Ischia di Castro. La sua vita attraversa un tempo difficile della Chiesa e della società civile. Maria Lilia ad un certo punto abbandona la clausura del Monastero per dedicarsi ad uno stile di vita verso il quale avvertiva una chiamata particolare, improntato alla semplicità e alla povertà, “fatto di attenzione e servizio agli ultimi”.

Nel 1920 fonda a Gavignano, l’Istituto delle Suore Terziarie Francescane della Divina Provvidenza, oggi Pie Operaie, per l’assistenza morale e religiosa alle classi lavoratrici testimoniando insieme alle sue consorelle uno stile di vita modesto, essenziale e generoso.

Suor Maria Lilia spira a soli 33 anni, dopo lunga sofferenza, proprio il 1°Aprile 1926 a Colleferro ove è anche sepolta nel locale cimitero. La suora predisse la sua morte che sarebbe avvenuta il giorno del giovedì Santo; il Sabato Santo giunse a Colleferro Don Luigi Orione, oggi santo, che inginocchiatosi dinanzi alla salma di Suor Maria Lilia disse che era morta una santa, ora in paradiso.

Nei 100 anni seguiti alla morte della fondatrice, le Pie Operaie hanno realizzato sul territorio importanti esperienze di alto valore sociale e culturale conseguenza della loro ispirazione evangelica. Spendendosi in modo straordinariamente generoso hanno lasciato un’impronta indelebile nel vissuto delle persone formando intere generazioni ai valori evangelici e avviando schiere di giovani al lavoro di tipografi.

Alla fine degli anni ’80 hanno realizzato a Colleferro una Casa di Riposo per anziani che nel dicembre 2024 ha festeggiato i suoi 30 anni di attività. Nel luglio del 1963 l’allora vescovo di Segni Luigi Maria Carli con suo decreto riconobbe la Fondazione religiosa senza scopo di lucro “Pie Operaie”, Fondazione che due anni dopo (1965) ebbe il riconoscimento giuridico del Presidente della Repubblica.

È attualmente in corso la fase diocesana del processo di beatificazione di Suor Maria Lilia.

A ben guardare, le convergenze e le emergenze riscontrate nel cammino sinodale di questi anni delle Diocesi di Velletri-Segni e di Frascati ci fanno vedere la modernità del messaggio e dell’eredità che ci trasmette la vicenda di suor Maria Lilia.

Corresponsabilità, formazione umana integrale, attenzione ai giovani e loro valorizzazione, rinnovo delle strutture ecclesiali, sono tutti elementi che possono trovare nuova ispirazione anche approfondendo la testimonianza di suor Maria Lilia e del movimento da lei generato.

Stefano Russo, Vescovo di Velletri-Segni e Frascati

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