Non si capisce bene perché dobbiamo vivere in un mondo dove dobbiamo lottare per prenderci qualcosa o qualcuno. Afferrare, possedere, dominare, avere, piacere… sembrano essere i verbi che guidano la nostra esistenza. Ne ho detti alcuni, ma se ne possono aggiungere altri che comunque esprimono questo affanno spasmodico per conquistare spazi e per sentirsi appagati.
Come si fa per avere un cuore “mite e umile”? Non lo so bene nemmeno io! Però un po’ dipende dalle motivazioni che reggono la nostra vita. Prima fra tutte: scegliere di vivere per l’io o per il tu e il noi? Il vettore della vita, verso quale meta è orientato? Gesù lo aveva orientato verso la salvezza degli uomini, stanchi e oppressi.
In questi anni ho incontrato tante persone miti e umili. Ricordo un dottore di “medici senza frontiere”, ricordo Gino Strada di Emergency e tanti meno famosi… Avevano in comune una caratteristica: in mezzo alle devastazioni di ogni genere, pur contoni dai forti accenti, traspariva dal loro essere mitezza e umiltà.
Allora queste virtù non dipendono dalla motivazione che orienta il nostro modo di vivere?
fra’ Andrea Stefani, ofm




