XVIII domenica del tempo ordinario (Mt 14,13-21): «Tutti mangiarono a sazietà»

Condividi l’articolo per farlo conoscere

La morte di Giovanni Battista è una notizia davvero tragica, muore il profeta più grande e colui che aveva iniziato l’avvento del nuovo Regno. Ancora una volta il popolo di Dio si sente sconfitto e deluso, oserei dire tradito da Dio: la prepotenza dei capi allora come oggi, genera ingiustizia e morte!

Anche Gesù ne rimane profondamente amareggiato, anche lui avverte un senso di impotenza e sente il bisogno di rispondere ai suoi e nostri Perché?…e allora si  allontana in un luogo silenzioso e lontano da tutti. Forse prega, ma non è detto, ma è certo che pensa. Il pensiero non sposta i muri né tanto meno da solo risolve i problemi e i nostri perchè, ma è necessario per sentirsi liberi e decidere in che direzione andare, quali cose concrete da fare per essere fedeli al proprio cuore. Lui decide di tornare in mezzo alla gente e di curare le loro ferite. Decide di non abbandonarli allo smarrimento (cfr. “Vedendo le folle, ne sentì compassione, perché erano stanche e sfinite come pecore che non hanno pastore” Mt 9,36). Decide di trovare saggezza nello stare con loro ascoltandoli e condividendone la “Fame”.

Come facciamo a trovare risposte al dolore senza condividerlo con chi soffre? Come facciamo a capire cosa significhi abbandonare tutto e attraversare il mare della morte pur di avere vita per sé e per un figlioletto che porti tra le braccia e ti scivola in mare e annega? È sempre più facile dire no “io non ho colpa e non voglio avere a che fare con te”, che dire si ” prendimi e mangia, prendimi e abita lì dove io non abito (ogni edificio sfitto pubblico o privato è un furto per chi non ha un tetto). Gesù dice fateli mangiare e date voi stessi come cibo. Dice di più del semplice dagli un pò di pane e qualche pesciolino. Dice condividi la sua fame dandogli te stesso il tuo conforto che viene dal provare la compassione più che dal risolvere un problema di ingiustizia sociale. Lui dirà: Prendimi è il mio corpo, prendimi è il mio sangue…. è la cosa più bella abbracciare Gesù nel suo corpo che è l’uomo/donna che ami o che ti tende le braccia per essere accolto, è la cosa più bella bere la sua vita/sangue facendo ciò che ha fatto lui e pensare ciò che lui ha pensato. Avevamo un “Perché?” da risolvere… forse sta nel toccare e nel farsi toccare?

fra’ Andrea Strefani, ofm

Link al testo evangelico e alle letture domenicali

Grazie per aver letto questo articolo. Se vuole restare aggiornato sui prossimi contenuti può iscriversi alla newsletter seguendo questo link.






Iscrizione newsletter

Inserisci nel campo sottostante l’indirizzo email a cui vuoi che vengano inviati i messaggi della newsletter.

Iscrivendoti alla newsletter accetti che i dati inseriti vengano trattati e conservati per l’invio di email riepilogative degli ultimi contributi pubblicati su questo sito e, in generale, accetti la privacy policy di questo sito. Nel caso di ripensamento è possibile trovare il link per la cancellazione nei messaggi che verranno inviati periodicamente.

Ultimo numero del bollettino mensile

Ecclesia giugno 2026

Link utili

Santa Sede
Conferenza Episcopale Italiana
Osservatore Romano
Avvenire
Vatican News
Servizio Informazione Religiosa

Contatta la redazione






Iscrizione newsletter

Inserisci nel campo sottostante l’indirizzo email a cui vuoi che vengano inviati i messaggi della newsletter.

Iscrivendoti alla newsletter accetti che i dati inseriti vengano trattati e conservati per l’invio di email riepilogative degli ultimi contributi pubblicati su questo sito e, in generale, accetti la privacy policy di questo sito. Nel caso di ripensamento è possibile trovare il link per la cancellazione nei messaggi che verranno inviati periodicamente.

Ultimo numero del bollettino mensile

Ecclesia giugno 2026

Link utili

Santa Sede
Conferenza Episcopale Italiana
Osservatore Romano
Avvenire
Vatican News
Servizio Informazione Religiosa

Contatta la redazione