Per celebrare e ringraziare il Signore per il trentesimo anniversario di ordinazione episcopale, monsignor Apicella ha presieduto una Messa di ringraziamento mercoledì 30 settembre alle ore 19:30 presso la Cattedrale di San Clemente in Velletri.
Era presente gran parte del presbiterio diocesano, insieme con un significativo numero di fedeli laici. In particolare, è stata molto gradita la presenza di s.e.r. mons. Leonardo D’Ascenzo, originario della diocesi di Velletri-Segni e attualmente arcivescovo di Trani-Barletta-Biseglie e Nazareth, ordinato dallo stesso vescovo Apicella in Velletri.
L’altro vescovo originario della diocesi, s.e.r. mons. Luigi Vari, arcivescovo di Gaeta, anch’esso ordinato dal vescovo Vincenzo, non è potuto essere presente per un imprevisto dell’ultimo minuto, ma ha voluto raggiungere telefonicamente Apicella per fargli personalmente gli auguri.
Nel ripercorrere, in particolare, i sedici anni di servizio episcopale svolto nella diocesi, il vescovo Apicella ha ricordato, oltre i suddetti vescovi da lui consacrati, anche i presbiteri e i diaconi che ha potuto ordinare negli anni e le tante persone con cui ha collaborato.
Nella sua omelia, commentando il brano evangelico che la liturgia proponeva per la celebrazione giornaliera (Lc 9,57-62), il vescovo Apicella ha collegato le proposte e le risposte che il Signore ha ricevuto nell’invitare tre persone alla sua sequela, ad altrettante situazioni e condizioni che nella sua vita ha vissuto nell’esercizio del suo ministero presbiterale ed episcopale.
In particolare, la sua sempre piena disponibilità a seguire le strade ed accatterare quei cambiamenti che il Signore gli ha posto innanzi attraverso la Chiesa; l’attenzione e la cura alla sua famiglia che non è stata di ostacolo al ministero, ma vissuta attraverso di esso; il rifiuto di dare spago alla nostalgia che, facendo volgere lo sguardo al passato, avrebbe rischiato di non porre attenzione alla direzione verso l’orizzonte.
Verso la fine dell’omelia, il vescovo Apicella ha voluto sottolineare con forza la necessità, che ancora porta avanti nel suo servizio nella parrocchia della sua abitazione romana, di Scuole della Parola, cioè occasioni da dare a chiunque di ascoltare e meditare profondamente la Parola di Dio, cioè il pane buono che il Signore dona a noi ogni volta che ne sentiamo il bisogno.

















